CONTADINO TROVA MOGLIE… E FUNZIONA!

CONTADINO TROVA MOGLIE… E FUNZIONA!

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Dimenticate i reality, i “sentito dire”, i manager incravattati e super sexy dei film e, che stiate o meno per decidere di dividere la vostra vita con un contadino, ascoltate la voce di chi ne ha sposato uno più di vent’anni fa. Ovviamente qui si parla del contadino vero, quello che lavora sul serio, non che ha l’azienda mandata avanti solo dagli operai.
Esistono questioni per cui in due decenni non ho trovato soluzione. Ne riporterò qualcuna, giusto per rendere l’idea, quando ormai ho sventolato bandiera bianca. Poi non dite che nessuno vi ha avvisate…

– Il parquet in legno Teak proveniente dal Laos, che siete certe starà benissimo nel vostro soggiorno… ecco, lasciate stare! Per il contadino il terreno melmoso della vigna dopo due giorni di pioggia e il pavimento di casa, sono la stessa cosa: egli incederà maestoso con le antinfortunistiche fangose cercandovi di stanza in stanza. Il vantaggio è che saprete sempre dove si trova, basta seguire le impronte.

– Sarete contagiate dalla sua ossessione per il meteo. Imparerete a riconoscere venti, formazioni di nubi, l’incedere inesorabile delle perturbazioni, il tutto condito da credenze popolari. Sarete in grado di rispondere a domande tipo: “Devo fare i trattamenti, che tempo mettono alle 18.45?”. State certe che se piove, doveva esserci il sole. Se c’è il sole, doveva piovere. Se grandina, affidatevi a Dio.

– Il contadino se ne infischia degli orari. Esce di casa alle prime luci dell’alba, quando i galli sono ancora nella fase REM, tornerà all’apparire dei pipistrelli. Pensate che poi per fortuna arriva l’inverno, le giornate si accorciano ecc. ecc.? Vi piacerebbe! La situazione migliora leggermente, ma ricordate che nelle vigne non si dorme mai, che se non si lavora in campagna, c’è la cantina, il capannone, la stalla, le consegne… Già che ci siete, dimenticate anche i week end.

– Scordatevi mazzi di rose rosse e altre galanterie. Quando sarà stagione, egli vi farà dono di enormi mazzi di fiori di zucca (che predilige fritti in pastella) e di radici d’albero contorte che disporrà intorno a casa come fioriere.

– Si pranza a mezzogiorno, da generazioni. Al contadino della rivoluzione industriale non frega nulla e neppure dei vostri orari d’ufficio. Pranzerà a mezzogiorno. Che voi ci siate o meno. Meglio che ci siate, fidatevi.

– Ad ogni infortunio, la sua cartella INAIL si appesantisce ulteriormente, mandando in blocco i pc. Al pronto soccorso ormai vi chiamano per nome. Se vi telefona sul lavoro, chiedendovi di tornare per accompagnarlo a “farsi mettere due punti”, è molto probabile che si sia aperto la guancia a libro con la sega circolare.

– Imparate l’arte del rammendo, almeno la base. Il contadino, sprezzante degli sforzi da voi profusi per mandarlo in giro in modo che non lo scambino per un losco figuro… strapperà pantaloni, perderà bottoni, ridurrà camicie e maglioni in brandelli, coprirà i suoi indumenti di macchie che neppure alla NASA sono in grado di togliere.

– A maggio, quando voi sarete ancora afflitte dal pallore della morte, lui potrà già sfoggiare un’abbronzatura caraibica.
A luglio, di ritorno dai campi con gli operai senegalesi, non sarete in grado di distinguere il vostro consorte, almeno finché non si saranno avvicinati parecchio.

– L’automobile di famiglia, non è un’automobile: è un trattore con una carrozzeria diversa dal solito. Non perdete troppo tempo a pulirla, tanto vi caricherà sopra qualunque cosa: motoseghe, prodotti classe A, cinghiali orfani, piante estirpate nelle escursioni tra le vigne “giusto per dare un’occhiata”.

 

articolo

– Se avrete dei figli, sentirete spesso e volentieri la frase “IO ALLA VOSTRA ETÀ…” Il contadino a cinque anni imballava l’erba, a dieci si orientava nei boschi grazie alla capretta veggente, a quindici trasportava damigiane da 50 litri al sesto piano di palazzi senza ascensore, per recarsi a divertirsi con gli amici doveva solcare mari in tempesta e scalare vette impervie, “…non come adesso che io e vostra madre vi accompagniamo dappertutto.Si potrebbe continuare, ma queste sono faccende che nella vita vera si superano con una risata e una scrollata di spalle. La verità è che ho sposato un contadino e lo rifarei oggi stesso.

Aldilà della persona in questione, che sposate per quello che è e non per ciò che fa, scoprirete che la vita in campagna è ancora a misura d’uomo, si trovano valori che oramai in società sembrano sopiti, tutto quello che davvero conta e ti serve, è attorno a te: passeggiate estive fra nuvole di lucciole che illuminano i sentieri, la neve che scende nel silenzio più totale, animali selvatici che fanno la loro comparsa incuranti della tua presenza, storie d’altri tempi, lontane dalle luci abbaglianti e spesso ingannevoli della città. E poi, volete mettere quando in paese c’è un guasto alla rete idrica ma voi avete l’acqua lo stesso, perché da qualche parte, tutti gli agricoltori hanno un pozzo? Senza contare che non correte il rischio di morire di fame o di freddo, in quanto sa seminare, curare, raccogliere, abbattere, accendere… tutti verbi utili alla sopravvivenza umana!
Così, quando mio marito torna dal lavoro e qualcuno mi fa notare che ha sporcato il pavimento, chiedendomi se non mi arrabbio, ribatto: “Sì, certo che mi arrabbio ma (come rispose una signora ad analoga domanda) la terra porta in casa anche lui.”

David cerca moglie in tv!

 


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