DIARIO DI UNA MANGA-DIPENDENTE – EP. 10

DIARIO DI UNA MANGA-DIPENDENTE – EP. 10

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“Visto che mia figlia non è in grado di trovarsi un uomo, lo farò io per lei”.
Questo deve aver pensato mia mamma. E così mi sono trovata invischiata in un appuntamento combinato.
La mia vita da manga-dipendente assomiglia sempre di più alla trama di un cartone animato…

Tutto è iniziato con un messaggio su WhatsApp, inviato da un numero sconosciuto: “Ciao Nina, sono Alighiero, il figlio della Antonella. Tua mamma mi ha dato il tuo numero. Sono a Milano per un Master, che ne dici se ci vediamo per un ape? :-D”

Momento momento momento. Chi è ‘sto qui? Pensa che ti ripensa, ho realizzato di averlo incontrato nella prima puntata del Diario (vedi Diario di una manga-dipendente – Ep. 1). L’ho visto mezza volte nel mio paese d’origine, Bastianazzo sul Mare, non mi ricordo nemmeno che faccia abbia! E mia mamma gli ha dato il mio numero! Come si è permessa???

Ma nonostante le abbia fatto una sceneggiata al telefono, nonostante io odi gli “ape” e in generale le uscite in società, eccomi qui al bar. Sì, perché alla mamma non so dire proprio di no.

Seduta a questo tavolino bianco lucido, con sopra una candela bianca, due tovagliette bianche e attorno i camerieri tutti inamidati e bianchi pure loro, mi sento a mio agio come un astemio al ritrovo degli Alpini. Per ambientarmi, comincio a leggermi il manga che mi sono portata dietro: l’amato Ranma 1/2. Anche questa è una storia basata su un fidanzamento combinato, ma alla protagonista è andata decisamente bene. Ranma, a parte il piccolo particolare che con l’acqua fredda si trasforma in femmina, è proprio un bel vedere e ha fascino da vendere…

Quando è maschio è proprio maschio, eh.
Quando è maschio è proprio maschio, eh.

«Ciao, Nina» dice all’improvviso qualcuno, interrompendo la lettura.
Alzo gli occhi: si tratta di Alighiero. Capello ricciolino, occhio azzurro, sorriso solare. Assomiglia un po’ ad Arthur di Lady Georgie. Non sarà Ranma, ma devo ammettere che non è proprio da buttare via.

arthur lady georgie manga-dipendente
Meno maschio, ma comunque caruccio

«Ehm. Ciao» gli rispondo sospettosa.
«Scusami se ti sei trovata invischiata in un appuntamento che, probabilmente, hai accettato solo per far felice tua mamma» esordisce, spiazzandomi.
«Ehm, ecco, bè. Figurati» farfuglio.
«Sai, è che Milano è una grande città e qui mi trovo un po’ spaesato. È bello incontrare una faccia amica» sorride affascinante.
Ma amica de che?? Manco ci conosciamo! Vorrei dirgli. Però il suo sorriso affascinante mi ammorbidisce un po’, così replico:
«Sì, è una grande città. Non è rassicurante come Bastianazzo, non c’è il mare e neanche tutto quel sole da cartolina. Eppure ci si può trovare bene anche qui, proprio perché è una metropoli: nessuno si fa gli affari tuoi e poi ci sono molte cose interessanti da vedere» come le fumetterie e le fiere dei manga, penso, ma questo ometto di dirlo.

Ci prendiamo uno spritz e la conversazione si avvia. Mi dice che anche a lui, effettivamente, il nostro paesello di mare sta un po’ stretto. Almeno abbiamo questa cosa in comune. Poi mi aggiorna su un po’ di pettegolezzi locali e ce la ridiamo insieme su alcuni personaggi pittoreschi che conosciamo entrambi di vista.

Al secondo spritz, Alighiero ci mette il carico da 11:
«Sai Nina, quando ti ho vista ho pensato che sei una ragazza davvero carina».
Eh la Peppa! Davvero?? Penso. Ma visto che non dico niente, prosegue:
«E non importa se non ti metti in tiro e non ti trucchi come le altre… tu sei bella così al naturale».
Eeeh? Oddio. Manteniamo la calma. Com’è che si fa in società quando ti fanno i complimenti? Ah sì:
«Grazie».
«Sai, i professori del Master che sto frequentando ci hanno invitati a un evento tra un paio di settimane. Ci sarà un buffet a base di sushi. Ti piacerebbe venire?»
Un momento. Sushi no limit e per di più gratis? È vero che detesto le uscite fighette, ma cibarmi di sushi a scrocco non capita tutti i giorni… sto per accettare, quando Alighiero si sente in dovere di aggiungere:
«Però, per quanto tu sia carina al naturale, è un evento a cui ci si deve presentare vestiti in un certo modo. Mia mamma ha una boutique a Bastianazzo, se vuoi può mandarti un vestito che ti starà benissimo, e per di più a metà prezzo».
Eeeeh? Ma scherziamo? Volete sapere cosa penso esattamente in questo momento? Ebbene, non c’è bisogno che lo scriva fuori dalle virgolette, perché glielo dico in faccia:
«Quindi tu mi hai invitata perché qui non conosci una cippa di nessuno e non avevi voglia di andare da solo. Probabilmente ti sarò sembrata così sfigata da accettare. Però, siccome mi vesto sempre con le felpe dei cartoni animati, per essere degna di questa uscita devo acquistare un vestito adatto ai tuoi compari di Master. E già che ci sei, hai pensato di far guadagnare qualcosina anche a tua mamma».
«Cosaaa? Nooooooooooooooo, non è assolutamente così…» spergiura, ma sulla sua testa si vede chiaramente un fumetto con su scritto: “Ci hai preso!”

Non mi resta che inventarmi una scusa e andarmene il prima possibile.
E mentre sono sulla metro a leggere il mio manga, realizzo: meglio in compagnia di un Ranma cartaceo che con un bellimbusto snob e approfittatore nella vita reale!!

Puntata precedente: Diario di una manga-dipendente – Ep. 9 

manga-dipendente

IL DOMANDONE DI OGGI:

Con quale personaggio dei cartoni vorreste avere un appuntamento romantico?


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  1. […] «Dunque, qua mi dice che un certo giovanotto si è interessato a lei, recentemente. Un ragazzo di buona famiglia, danaroso» spiega la “maga”. Di certo farà riferimento a quel bell’imbusto di Alighiero, che ho scaricato due puntate fa (vedi: DIARIO DI UNA MANGA-DIPENDENTE – EP. 10). […]

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