DIARIO DI UNA MANGA-DIPENDENTE – EP. 13

DIARIO DI UNA MANGA-DIPENDENTE – EP. 13

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In questa puntata della manga-dipendente si parlerà di baci con la lingua, passioni e litigi di coppia. E della persona meno adatta al mondo a dare consigli amorosi: la sottoscritta.

Che poi, quella era la lingua, no? Ma è proprio necessario usarla? Non ci si può baciare solo con le labbra? E i baci dovrebbero essere piacevoli? Questo era umido, viscido, disgustoso!! Non è che Simo ha una lingua strana? Magari ha una malattia rara che gli rende la lingua più umida del normale!

Questi sono gli interrogativi di Ale, una delle protagoniste del manga italiano di Ale & Cucca. E sono anche stati gli interrogativi che mi sono posta io quando ho dato il mio primo bacio. Con una piccolissima differenza: Ale ha tredici anni, io ne avevo ventuno.

Sì, il mio primo bacio l’ho dato a ventun anni. E ho avuto sempre lo stesso fidanzato per sette anni di seguito, prima che mi mollasse. Poi, più niente. Questo per farvi capire il mio livello di esperienza e spigliatezza nelle questioni amorose.

In Ale & Cucca, invece, le ragazzine protagoniste sono tutte molto sveglie e attive con i ragazzi. Insomma, un mondo totalmente diverso dal mio. A dire il vero, ho iniziato a leggerlo per i disegni, affascinata dal tratto morbido e pulito, che non ha niente da invidiare a quello dei mangaka professionisti giapponesi. L’autrice (Elisabetta Cifone) è un vero portento, considerando che ha imparato tutto da autodidatta! La storia, invece, all’inizio mi aveva lasciata un po’ straniata per la lontananza del mondo delle protagoniste dal mio, ma col procedere dei capitoli mi ha conquistata. Ciò che mi piace è l’immediatezza e il realismo dei dialoghi, molto originali e diversi dalle atmosfere “ovattate” che si trovano nella maggior parte degli shojo manga.

AleCucca-1-manga-dipendente
Quello che non avevo previsto, però, è che la lettura di Ale & Cucca mi aiutasse a uscire da una situazione spinosissima della vita reale. Ma procediamo con ordine.

Oggi nel mio allegro ufficio, la Piccionaia, ho avuto la disgraziata idea di chiedere a Maria Antonietta se stesse bene. Mi sembrava, infatti, insolitamente mogia e di poche parole. Apriti cielo! In pausa pranzo mi ha chiamata fuori in terrazzo per “confidarsi” e ha aperto le dighe: fiumi e fiumi di lacrime, come nei cartoni animati! E tutto un blaterare di cui ho afferrato qualche frase spezzata del tipo:
«Pausa di riflessione… non mi merita… probabilmente ha un’altra…»

Maria Antonietta & Fersen. Alto tasso di drammaticità amorosa
Maria Antonietta & Fersen. Alto tasso di drammaticità amorosa

«Uhm, certo, direi anch’io», rispondevo a caso nelle pause del monologo, cercando una via di fuga. Ma purtroppo il nostro terrazzo è affacciato alla tettoia di un edificio di quattro piani e buttarmi giù mi sembrava un po’ esagerato. Mentre stavo cercando con lo sguardo le scale di sicurezza (quelle esterne che ci sono sempre nei film americani, ma da noi no), Maria Antonietta mi chiede a bruciapelo:
«Tu cosa pensi che dovrei fare?? Mi serve il tuo parere!»
«Eeeeh? Il mio?»
«Sì, un parere da donna a donna! Devo sapere cosa fare… non posso tornare a lavorare senza una risposta!»

Ah Mon Dieu. Non avrei mai pensato di trovare desiderabile ricominciare a lavorare.
E adesso cosa le dico? Non ne so niente di queste cose e per giunta mentre mi raccontava le sue vicissitudini amorose ho pensato ai fatti miei per il 90% del tempo, perciò non saprei nemmeno cosa inventarmi…

«Ehh, dunque, io penso che…» inizio, prendendo tempo.
«Sììì?» chiede lei, speranzosa.
Inventati qualcosa, inventati qualcosa… un momento, com’era quel discorso sull’amore che ho letto in Ale & Cucca?
«Ecco, io penso ci sia una certa differenza tra amore e infatuazione» recito, cercando di ricordarmi bene le parole «allora, “infatuazione” è quando conosci una persona e ti piace, state bene insieme e cose così… eeeehm, poi com’era…? Cioè, volevo dire… invece se conosci una persona totalmente differente dal tuo ideale di perfezione e pur sapendolo finisci per inseguire questa imperfezione e non ti importa più di tutto il resto… allora probabilmente questo è “amore”» concludo, tirando il fiato.

Lei mi guarda. Io la guardo. I piccioni appollaiati sul cornicione ci guardano. Uno fa la cacca. Mi rendo conto che effettivamente quello che ho blaterato non c’entra una mazza col suo problema e ora me lo farà notare. Pretenderà di stare qui finché mi viene in mente una cosa sensata e saremo condannate a passare tutta la vita in questo terrazzo, fino a diventare degli scheletri insieme ai piccioni…

«Nina!! Come sei saggia!» Sbotta invece lei, dopo un attimo di riflessione.
«Ah-ehm, dici?»
«Sì, si vede che hai esperienza in queste cose! Mi hai illuminata, ora ho capito cosa devo fare! Grazie!» E corre via, coi boccoli al vento.

Non so cosa le ho detto, non so cosa abbia capito da mio discorso, ma va bene così. So solo che una frase di un fumetto mi ha aiutata ad evitare la mummificazione in piccionaia. Alla faccia di mia mamma, che mi dice sempre di non leggere manga perché non servono a niente nella vita reale!

Puntata precedente: Diario di una manga-dipendente – Ep. 12

manga-dipendente

IL DOMANDONE DI OGGI:

Qual è secondo voi la storia d’amore più strappalacrime dei cartoni?

Nota: il manga Ale & Cucca, scritto e disegnato da Elisabetta Cifone, è edito da Kasaobake.


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