Edo scopre la verità

Edo scopre la verità

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Il momento in cui scopriamo la verità è sempre un momento difficile, perché la verità ha questa faccia spigolosa, da vecchia, che non ci piace subito.
“Vuoi fidanzarti con me?”
SÌ NO.
E Laura, su quel biglietto rubato da Mattia, aveva messo una croce su SÌ. A Edo gli veniva un po’ da piangere, ma aveva risposto che tanto no, nonglienefrega ed era scappato dalle grinfie dello IAGO del banco accanto.
Poi era andato al parco con la mamma, alle quattro e mezza e dopo un rigore non dato da Pietro, era scoppiato in un pianto liberatorio ed incomprensibile per Pietro, che continuava a mettergli il pallone davanti alla porta per farlo tirare e per la mamma che non capiva neanche che cosa era successo. Poi, tornando a casa, Edo aveva trovato, nelle tasche, insieme alle carte da gioco che aveva scambiato quella mattina, anche il coraggio di raccontare alla mamma la verità.
La mamma aveva sorriso, gli aveva detto che sono cose capitano e poi aveva usato quelle parole bruttissime, che usava sempre, quando non sapeva più che dire. E le parole bruttissime erano: sono cose da bambini, poi passano presto quando hai 7 anni.
Invece Edo sapeva che non gli sarebbe passata, quella cosa brutta, che la mamma chiamava delusione.
Edo amava Laura, che lo amava, almeno così aveva detto a Cecilia, fino a tre giorni prima. Edo continuava a pensare che cosa fosse potuto mai succedere in soli tre giorni. Pensava e ripensava, mentre la mamma cercava di consolarlo promettendogli un Happy Meal.
La verità ha la faccia spigolosa di una vecchia, una vecchia come la Befana ed Edo cercava e ricercava il motivo di quella vagonata di carbone che gli veniva rovesciata addosso, senza preavviso.
Fu allora che capì: Laura non lo amava più da quando aveva messo quei maledetti occhiali. Lui aveva detto alla mamma che non li voleva, che gli facevano schifo, ma la mamma e Luigi, l’oculista avevano insistito dicendo che non poteva farne a meno e che era carino con quegli occhialini blu. Da quando li aveva messi invece Edo era diventato un brocco a calcio e aveva perso la sua ragazza. A cosa ci serve vedere, se vediamo solo cose brutte? Questo si chiedeva Edo, senza trovare una risposta.
E se lo chiedeva in modo così insistente e ci pensava così tanto che la mamma, disperata, abbandonate le sue inutili rassicurazioni, aveva chiesto aiuto al nonno.
Il nonno Anselmo piaceva tantissimo ad Edo perchè non rispondeva mai che sono cose da bambini, ma dava sempre risposte vere.
Il nonno aveva detto ad Edo che questa volta però una risposta non ce l’aveva, che non sapeva cosa fosse successo nel cuore di Laura e perchè questo non appartenesse più ad Edo.
Aveva però anche aggiunto che suo nonno, quand’era piccolo, gli aveva rivelato un segreto: se leghi un dolore ad una barca di carta e la lasci navigare in un fiume, il dolore andrà via con la barca.
Edo allora, curvato sulle sue ginocchia sbucciate, aveva portato la sua barchetta sulla riva di un canale scolmatore, in mezzo ai campi. C’erano andati col nonno, con le bici, che servono sempre quando hai qualcosa di importante da fare.
La barchetta l’aveva fatta con un disegno di un sole che gli aveva fatto Laura, durante un intervallo, dopo che lui le aveva offerto un pezzo della sua merenda preferita. Edo c’aveva messo un po’ a decidersi, ma poi aveva capito che “ci sono cose che un uomo deve fare”, come aveva suggerito il nonno.
Prima di lasciarla andare tra i flussi del canale però, aveva avuto una specie di pentimento, aveva avuto infatti la sensazione di perdere tutto quello che aveva o almeno, una cosa molto importante, come il suo gioco preferito. “Ma se la lascio andare affonda?” – “Anche se affonda, sotto, va come un sommergibile”, aveva sentenziato il nonno.
Edo si era rigirato, si era tirato su gli occhiali blu, scivolati sulla punta del naso, aveva osservato di nuovo la barchetta. Sapeva che il nonno, per la prima volta, non gli stava dicendo la verità. Aveva allora sospirato profondamente e guardato un’ultima volta la barchetta con cui salutava Laura, lasciandola andare tra i flussi del canale, convinto che, alla fine, ai grandi si poteva voler bene lo stesso, anche quando non dicevano la verità.
La verità, d’altronde, ha la faccia spigolosa, ma sorridente di una nonna che ti vuol bene.

Edo scopre la verità


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