FIGLI CHE PRENDONO IL VOLO…

FIGLI CHE PRENDONO IL VOLO…

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Capita a tutti , prima o poi. Uno dei nostri figli diventa maggiorenne e prende il volo, nel senso che prenota un aereo e parte per la sua prima esperienza all’estero da solo. Cioè con un amico/a, ma per noi è SOLO.
A noi genitori spetta vivere i preparativi e l’ebbrezza di questi figli, consapevoli di fare un primo passo verso l’autonomia.
Li abbandoniamo online, nella rete virtuale da cui in una manciata di minuti prenoteranno il loro piccolo sogno. Li aiutiamo a pesare i bagagli, a decidere cosa portare. Ma non fate troppe domande, è facile che alla vostra banale curiosità: “Come avete deciso di spostarvi dall’aeroporto all’hotel?”, la risposta sia: “Bho… quando arriviamo vediamo…”.

Purtroppo non hanno ancora imparato a mentire in modo utile e non riceverete né conforto, né rassicurazioni.
Partono con l’assenza totale, ovviamente, di supervisione da parte di parenti, insegnanti , comitive…
Così in molti mi hanno detto: ”Chissà quante raccomandazioni, con tutti gli attentati che stanno facendo…”.
Sì e… no. Sì, credo di avere detto le classiche frasi che i genitori ripetono da generazioni :“Non perdetevi, occhio al portafogli, non bevete troppo, non date confidenza agli sconosciuti ecc. ecc”. E poi? Cosa avrei dovuto dire? Attenti ai bar? Ai musei? Alle spiagge? Mi raccomando se fanno i fuochi d’artificio scappate?

E no. Non ci sto a diffondere il terrorismo gratis, non quando parliamo di rischi aleatori, facendoci fermare dalla paura senza sapere se realmente qualcosa accadrà. In effetti abbiamo le stesse possibilità di saltare in aria per un attentato, quanto di cadere dalle scale e frantumarci il cranio.
Allora no, i figli non si possono tenere sotto una campana di vetro. Affinché crescano dobbiamo lasciarli andare, mostrargli la realtà del mondo che li circonda, ma lasciarli andare. Prima o poi cominciano a non avere più bisogno che li teniamo per mano. Quando ce ne accorgiamo dobbiamo fare un passo indietro, pur restando vigili e pronti a prestare soccorso.

Allora volate pure ragazzi, figli di un mondo che vi vuole a testa bassa, marionette obbedienti da istruire per il vantaggio di pochi. Costruite sogni e futuro con serenità, sapendo che prima o poi arriverà la vostra parte di lacrime, ma anche la gioia. Avrete i ricordi che accumulate giorno dopo giorno e che saranno la memoria del domani. Volate ragazzi, cercate di comprendere cosa accade nel mondo, di migliorarlo se potete (sarà più semplice distogliendo lo sguardo dallo smartphone…). Non lasciatevi distrarre dalle mode del momento. Volate in barba a chi vorrebbe schiacciarvi sotto il peso della paura.

Insomma non ho fatto molte raccomandazioni, che di figli terrorizzati non ne voglio eppure…
Eppure, per un vergognoso momento, nella mia mente è passato velocissimo questo pensiero:”In fin dei conti hanno appena colpito, se ne staranno un po’ tranquilli adesso, no?”. Un pensiero egoista, arrivato da sé e scacciato con prepotenza, ma arrivato. Ecco, dove veramente feriscono noi e i nostri figli: nella mente, nel cuore, nello stomaco. Risvegliano istinti di sopravvivenza atavici, per cui se alla stazione notiamo dei movimenti insoliti pensiamo subito al peggio. Nella folla, una parte del nostro inconscio è più “vigile” del solito, perché non sappiamo dove, come , quando, ma potrebbe accadere qualcosa. E potrebbe accadere a noi.

E quando succede ad altri, insieme allo sgomento e al dolore c’è il sollievo che nessuno dei nostri figli si sia trovato nella lista delle persone che quel giorno dovevano lasciare tutto. E’ un modo di vivere sbagliato, che si radica strisciando subdolo nelle nostre case e nella società inerme, in balia di eventi al momento immaginari. Ciò che sconcerta è che tutto quello che temiamo, viene sempre superato in orrore dalla realtà.

I nostri figli per fortuna, non fosse altro che per l’età, vivono con più leggerezza, più speranza. Allora per adesso penso al ritorno, quando mi godrò i racconti censurati, quelli che contengono il 30% approssimativo degli eventi vissuti. Ideati apposta per mamma e papà… che non sapranno mai davvero tutto quello che fanno i figli fuori casa, nella vita che gli abbiamo donato ma che appartiene solo a loro. Almeno questo, nel mondo folle in cui viviamo, non è cambiato!

 

Quando la paura condiziona le vacanze…


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