FILM DA RIVEDERE E L’INIZIO DI UN NUOVO AMORE

FILM DA RIVEDERE E L’INIZIO DI UN NUOVO AMORE

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Perché rivedere un film già visto?

Non è solo questione di passione per il cinema, per le belle pellicole, per gli attori e le attrici e per quelle storie di cui vorrei essere protagonista.

Credo piuttosto che rivedere un film – che mi è piaciuto – sia esattamente come dare un secondo appuntamento a qualcuno che mi è rimasto nel cuore, che ha incendiato la mia fantasia.

Quando mi sdraio sul divano per fare “play” c’è, ancora prima di iniziare a guardare, un’emozione fisica difficile da raccontare. Come se al mondo ci fosse sempre una via di uscita, una parola magica, una seconda porta da aprire.

Generalmente quando rivedo una storia già vista mi accorgo di nuovi dettagli. Come quando, bevendo un secondo bicchiere di vino con qualcuno, mi ritrovo a pensare “ma guarda, avevo proprio ragione… è interessante sul serio, mi era sfuggita questa sua esilarante ironia… oppure… guarda che carino e come si preoccupa che io non resti con il bicchiere vuoto … e lascia stare se c’è pure un secondo fine”.

Penso a quante volte gli autori di una sceneggiatura abbiano cambiato versione dei fatti, o solo qualche dettaglio, per far filare meglio la storia fino alla svolta cruciale.

Alla fine, ugualmente, dopo il secondo appuntamento non ci si ferma un attimo sulle scale o sulla soglia della porta a pensare “e adesso che faccio? gli offro un caffè? mi lascio baciare? no è tardi, lo saluto qui e la prossima volta vedremo… aiuto, però se ci fosse il tasto fast forward forse sarebbe più facile”.

Come decideranno gli autori la fine di un film? Una storia inventata ha la possibilità di finire in un milione di modi. Come si decide se far andare bene le cose o farle complicare un pochino simulando la realtà? Ma poi alla fine: la nostra vita è o non è come un film?
Risposta al momento non pervenuta.

Sicuramente la scelta di un film da vedere un po’ ci racconta cosa stiamo vivendo in quel momento, gioie e paure che non ci fanno dormire o sogni che s’interrompono al mattino e riprendono le notti successive.

Quando finisce un amore, per esempio, che film bisognerebbe vedere o rivedere?
Una commedia che ci racconti che esistono infinite occasioni per ricostruirci un futuro? O un bel fantasy che ci faccia viaggiare in un mondo parallelo senza affrontare conflitti emotivi?
Magari meglio concentrare l’attenzione su un thriller così che la paura irreale ci aiuti a scansare quella che stiamo vivendo in prima persona.

L’altro giorno ho rivisto “A qualcuno piace caldo”.
E’ una delle mie pellicole preferite.
La prima volta che vidi il film ero con mia madre. Era il 1976 e Marilyn Monroe era morta da quattordici anni. M’innamorai di ogni scena e di lei e, uscita dal cinema Capranichetta di Roma, rimasi sconvolta parlando della sua morte. Non mi davo pace. Non lo volevo accettare. Lei che – da quel pomeriggio a tutt’oggi – resta e resterà per me un amore intramontabile, continuamente ravvivato da un totale e insano desiderio d’immedesimazione. Musa inesauribile di sentimenti come la solitudine, la paura, l’inadeguatezza e la voglia costante di suscitare desiderio.

Ho sempre pensato con grande dolore a come il mondo l’abbia messa alle strette. A come, una come lei, abbia deciso di arrendersi. Se mai si è arresa davvero. Poi un sali e scendi di vittorie e sconfitte hanno dato qualche possibile interpretazione.

Così, al di là della bellezza indiscussa di questo film e di tutte le citazioni che lo rendono un cult della storia del cinema, resta per me un continuo spunto di riflessione.
E’ per antonomasia “il film da rivedere infinite volte” sempre con la stessa curiosità. La stessa che mi accompagna al momento di rivedere la persona della quale sto per innamorarmi.
Ogni volta mi fa battere il cuore e per qualche giorno mi resta in testa una frase piuttosto che un’altra. Come fosse la chiave di lettura del mio presente.

“Aspetta da molto?”
“Non importa quanto si aspetta, ma chi si aspetta”.


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