I RICORDI

I RICORDI

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I ricordi

Quanto potresti pagare per non avere più la memoria?
Lucio Dalla

Ho sempre avuto un attaccamento molto forte al mio bagaglio di ricordi.
È come se ci fosse una parte di me sempre voltata indietro, a guardare.
Sono fatta al 99% di ricordi.
L’1% è il mio oggi, il mio presente.

I ricordi sono furbi: certe volte si nascondono dietro un filtro deformante che cela la loro verità.
Altre volte arrivano solo per rovinarti il momento, e il giorno in cui iscrivi tuo figlio al liceo bussano al tuo cervello i ricordi della festa della scuola materna, del gioco in spiaggia, di quando lo allattavi occhi negli occhi.

Perfidi ricordi, sadici che siete!

Ti vogliono far girare la testa indietro, anche quando tu non vuoi.

Nella mia testa ho un’esplosione di ricordi.
Belli, brutti, medi.
Ricordi.
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Le case, le cose, gli odori, le gioie, i pianti, le delusioni, i primi amori, le prime delusioni, i lutti, gli esami, la maturità, l’università, le amiche, gli amici …

Ok, andatevene RICORDI, voglio guardare avanti.
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Ma proprio quando penso così, guardando mia figlia sedicenne mi viene avanti il ricordo commosso di quando la portavo in giro nel marsupio, io e lei ad esplorare il Mondo, io e lei senza preoccupazioni, con la felicità incosciente di un orizzonte libero e senza nuvole.

Vorrei fare un pacchetto con i miei ricordi e metterlo in congelatore per poi tirarli fuori più avanti.

Non si può.
Forse sono dei compagni di viaggio necessari.
Forse no.
Non so.

Alla ricerca di una spiegazione o di un modo per liberarmi da questo bagaglio di ricordi, certe volte un pesante fardello, altre una vera benedizione, ho provato a cercare aforismi sul tema del ricordo.

Ecco, Marcel Proust, champion del ricordo che afferma una verità importante: “Il ricordo delle cose passate non è necessariamente il ricordo di come siano state veramente”.

E poi Gabriel Garcia Marquez e il valore del ricordo per la ri-costruzione della propria storia personale: “La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”.

E se avesse ragione Banana Yoshimoto:“Accumulare bei ricordi, non è forse la sola cosa che possiamo fare nella vita?”

O anche Pascoli, perché no? “Il ricordo è poesia, e la poesia non è se non ricordo”.

Leggendo poi questo aforisma di Jane Austen ho pensato che è vero, a volte il ricordo di un dolore è perfino piacevole, ti fa commuovere, di infonde una rassicurante malinconia: “Quando il dolore è finito, il ricordo di essa spesso diventa un piacere”.

E dunque ha ragione anche il vecchio Flaubert: “La malinconia non è altro che un ricordo inconsapevole”.

Ma attenzione a quello che dice Julio Cortázar: “ La memoria è uno specchio che mente in modo scandaloso” (!)

E come Woody Allen, nel film Un’altra donna, mi domando: “ (…) se un ricordo è qualcosa che hai ancora o non piuttosto qualcosa che hai perduto. E mi domandavo se un ricordo è qualcosa che hai ancora o non piuttosto qualcosa che hai perduto”.

E per finire rifletto sulla frase di Isabel Allende che compare nel bellissimo romanzo Paula, dedicato alla figlia scomparsa prematuramente: “Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo.”

E qui trovo la Pace.

Cit. Aforisticamente (sito web)


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