BOSS DEL NATALE, TU NE CONOSCI UNO?

BOSS DEL NATALE, TU NE CONOSCI UNO?

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BOSS DEL NATALE

Natale, ogni anno la stessa storia:

Sbam, tin, drin,”scotta scotta”, dlin…

Mi sveglio presto, le 8.30 del mattino, ma nemmeno il giorno di Natale posso dormire fino a tardi?

Dalla cucina uno tsunami di suoni sgangherati e profumi cibeschi di ogni tipo mi assale. Impossibile continuare a dormire: è Mamma, di là, che da 2 ore ha già iniziato a lavorare per preparare il pranzo per una mensa di 14 persone pronte ad invadere casa.

Si sa, il pranzo di Natale attira tutti: nonni, zii e parenti che nemmeno ricordo più che grado di parentela hanno.

Mi vesto, scappo in bagno senza farmi vedere, sia mai mi chiedesse aiuto.

Torno in camera e mi barrico dentro nell’attesa del momento dei “auguri anche voi” e “grazie sto bene” e “si è già passato un anno” etc.

Ore 14.00, ha inizio! (Siamo terroni, mica si può iniziare prima.)

La faccio breve: ore 17.00 arriva il pandoro e io rischio di scoppiare come nel “Senso della vita” dei Monty Python, ma devo, anzi sono obbligato ad assaggiarlo, Mamma l’ha farcito con tanto amore…

Sono passati anni ormai, da quando vivevo con i miei. Odiavo il 25 dicembre e quei pranzi pieni di cibo e parenti con l’obbligo di bacio e abbraccio sincero, eppure…

Eppure se c’è una cosa che non dimenticherò mai era Mamma. Ora capisco che il suo era vero amore, il suo sbattersi come una schiava era il suo modo di diventare immensa, di essere il vero ed unico motivo per dare un senso a quel giorno.

Oggi il pranzo di Natale lo faccio a casa mia, con moglie e figlio piccolo e Mamma è l’invitata.

Ma una cosa non è cambiata: “allora il 25 veniamo io e papà a casa vostra, saremo ospiti, per la prima volta! Una sola cosa: cosa preparo e vi porto da mangiare?”

Grazie Mamma, sei tu il vero Boss del Natale.

 

 


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