IL RIFUGIO DELLA TENEREZZA, BENVENUTI A CASA TOSCHI

IL RIFUGIO DELLA TENEREZZA, BENVENUTI A CASA TOSCHI

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Casa Toschi, borgo fiumalbino ai piedi del Monte Cimone.
Casa Toschi, borgo fiumalbino ai piedi del Monte Cimone.

Cara Beth,

oggi è il primo giorno d’autunno e lo inauguro accoccolata sulla mia poltrona, avvolta dalla trapunta della nonna, sorseggiando una profumata tisana alla cannella. Il ticchettio della pioggia che tamburella sui vetri culla i miei pensieri, che come d’incanto, prendono vita dalla tazza fumante. Come le foglie che cadendo dagli alberi, si adagiano sul prato, una dolce malinconia mi trasporta in un mondo lontano, un po’ fiabesco, dove posso abbandonarmi completamente ai miei sogni. Ti andrebbe di farmi compagnia? Ti accompagno nel mio studio, è qui che inizio a fantasticare, ogni qualvolta che, con il pennello bagnato, comincio a dipingere lo sfondo del mio prossimo sogno. Una sfumatura rosso porpora acquerella le gote di una timida bimba dagli occhi grandi, di quel caldo marrone delle caldarroste in autunno; sembra sola, fino a quando non intreccia le sue piccole e fragili dita, in quelle forti e nodose, abituate a lavorare la terra, del nonno. Sulla carta si delineano le sagome di un gigante e una bambina, che si tengono per mano e insieme, si incamminano verso quella che oggi è la vetta dei ricordi più dolci.

 

Monte Cimone, Fiumalbo (Modena).
Monte Cimone, Fiumalbo (Modena).

Carissima Beth, tu cosa vedi dalla cima della tua montagna? Che fatica respirare, mentre cerchiamo di arrampicarci su, per risalire, e da lassù vedere meglio ogni cosa! E com’è difficile raggiungermi, come difficile congiungersi, quando la salita si fa ripida e la strada dissestata. Dalla vetta intravedo il rifugio della mia infanzia, dove conservo tutta la tenerezza possibile: uno stretto e scosceso sentiero che attraversa selve di faggi, boschi di abeti, verdi pascoli, per poi affacciarsi su Casa Toschi, una casa color rosa mattone, costruita con i sassi del fiume, dal tetto coperto di coppi e il comignolo sempre fumante durante l’inverno. Quando ero piccina, la nonna mi accompagnava a portare un bicchiere d’orzo e vino al nonno, mentre falciava il fieno. Un piccolo tesoro per le vacche durante l’inverno, che profumava di sole e rugiada: oggi il ricordo dei piedi nudi nei prati. Nonno appariva come un signore dal portamento distinto, alto e molto forte, dal carattere riservato, gentile e pacato. La vita che ho conosciuto a Ca’ de Toschi, era quella dei montanari, dei contadini, dei pastori di montagna, della gente povera di soldi ma non di valori.
Ciò che meglio sapeva fare nonno, era raccontarmi con voce rassicurante “le fole”, che ancora oggi custodisco nel baule del mio cuore.

Scorcio del Monte Cimone, in autunno. Foto di Adele Brugioni.
Scorcio del Monte Cimone, in autunno. Foto di Adele Brugioni.

Caro nonno, sai che non ho mai smesso di ascoltare e leggere favole, mamma e papà direbbero che “sono cresciuta a pane e fantasia”! Da qualunque vetta tu mi stia proteggendo, scorgerai tra le fronde dei faggi di casa Toschi, la tua timida bimba dagli occhi grandi, oggi diventata una piccola donna che nei sogni ti domanda ancora: “Nonno raccontami una fiaba che io la illustrerò”.

 

 


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Leave a Comment