INCONTRI METROPOLITANI IN METRO’ – puntata 2

INCONTRI METROPOLITANI IN METRO’ – puntata 2

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CADORNA, stazione di CADORNA.
Eccomi di nuovo seduta in metropolitana ad osservare la Gente.
Sono sicura che anche questa volta avrò la fortuna di fare incontri interessanti.
Incontri per modo dire, io osservo e fantastico sulle loro vite …
Forse, incontri tra anime, meglio.

Comunque incontri.
Dalla porta del metrò entra timida e impacciata una signora sui 70 anni; è robusta e con i capelli corvini con una piega anni 50 e un look datato, ma non ravviso alcun intento di recupero del vintage.

Penso invece che per lei la moda si sia fermata a quegli anni.

Indossa infatti un tailleur colore verde oliva midi oltre il polpaccio e mocassini solidi.
Sento un odore tenue e delicato di naftalina.

È come se quella timida signora fosse stata appena estratta da un armadio della nonna.

Mi domando dove stia andando, mi interrogo sulla sua storia.

Un po’ Nicoletta Orsomando nella cofana e un po’ Golda Meir nel suo look austero, cammina rigida, ma con un’espressione intimorita.
Essendo appena uscita da un armadio pieno di naftalina si guarda intorno affascinata e sorpresa dalle mille “diavolerie” dell’epoca: i look stravaganti di tutti, quelli “scostumati” di alcuni ragazzi e ragazze che mostrano impunemente mutande e ombelichi, i telefoni portatili e quei quaderni strani e luminosi …

Scende alla fermata Duomo.

Arrivederci Signora Naftalina, che tu possa godere appieno e senza paura di questa parentesi di vita.

Distolgo lo sguardo dalla porta che si sta chiudendo e dalla sagoma che si allontana e vengo catturata da una coetanea della signora di prima.
Qui però il look è molto diverso.

Capelli corti, metà rosa e metà blu, vestito etnico dai colori sgargianti e sandali rossi.

Una macchia di colore prorompente nel grigiore milanese!

Mi piace questa signora arcobaleno e fantastico sulla sua vita; sta leggendo un libro in formato cartaceo, ma purtroppo non leggo il titolo.
Ha un sorriso beffardo, come se quel suo simpatico “travestimento” fosse una personale rivincita contro la vita.
Una vita che forse è stata un po’ dura con lei ed è per questo che ora ostenta la sua forza.

Non so perché, ma percepisco nell’aria l’odore acre della malattia.

È un inno alla RESILIENZA: mi piego, ma non mi spezzo, anzi, reagisco.

Immagino che trascorra le sue giornate immersa nella lettura, dedicandosi al suo orto, uscendo con le amiche del circolo dei tarocchi …
Non riesco a vedere nipoti e passeggini nei suoi orizzonti: troppo centrata su se stessa, troppo linda nel suo vestitino etnico (i nipoti, si sa, generano patacche di vario tipo …).

No, lei mi ispira Libertà!

Tu Vita mi hai fatto uno sgambetto e io ora, con i miei capelli rosa e blu, ti dimostro che sono più forte di te e combatto.

Devo scendere, peccato.

Arrivederci Fatina dai capelli turchini, che il resto della Vita sia sorprendente e resistente come te.

Stazione di Lima.
(To be continued)

Non so perchè, ma mi viene in mente quella bellissima canzone di Dalla, la Signora…

La Signora, Lucio Dalla 1979

Non potete evitare di invecchiare, ma non dovete per forza diventare vecchi.
George Burns


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