INVERNO… MA QUANDO ARRIVI?

INVERNO… MA QUANDO ARRIVI?

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Ebbene sì, l’aria frizzante delle ultime sere d’estate, già mi fa pregustare l’inverno, le mani gelate, il cielo di acciaio. Immagino coltri di neve che coprono la casa e mi impediscono di uscire per qualche giorno… Va bene, abitando nell’afosa Pianura Padana è difficile che accada, servirebbe una piccola era glaciale, ma ci accontentiamo, suvvia!

Ora potreste obiettare, a ragion veduta, che siamo solo alla fine di agosto. Un sacco di gente è in vacanza o deve partire. Al pomeriggio il sole cocente ti colpisce ancora come una colata lavica, sciogliendoti sull’asfalto e obbligandoti a saltellare da una zona d’ombra all’altra. Ma se ti azzardi a dire che detesti il caldo e non vedi l’ora che arrivi l’inverno, rischi il linciaggio sulla pubblica piazza e ti prendi insulti che neanche Zidane dopo la testata a Materazzi.

Ma io lo dico lo stesso: AMO, AMO, AMO L’INVERNO! Mi mancano la cioccolata calda e il piumone, che col suo mezzo quintale di peso rischia di soffocarti nel sonno. La brina, i pupazzi di neve, il crepitio della legna nella stufa, il naso rosso e la morte delle zanzare. A quest’ultima brinderò con uno spumantino. Senza contare che per arrivare all’inverno bisogna attraversare l’autunno, stagione romantica e malinconica, concerto di colori e di calde atmosfere.

Godendo della fortuna di abitare in collina, circondata da vigne e boschi, non mi perdo nulla di ciò che la natura offre. Assisto, anno dopo anno, nel susseguirsi dei mesi, a distese di terreni che in autunno si accendono in mille tonalità di giallo, rosso, verde e marrone. Quando le prime nebbie nascondono il paesaggio, faccio il tifo perché la neve arrivi imminente. Cammino per la campagna in cerca di funghi e castagne. Osservo il mutare degli alberi, che si preparano al lungo sonno invernale, sferzati dai venti che portano in paese il loro chiacchiericcio. Raccolgo rami, pigne e foglie, che intreccerò in corone natalizie.

E aspetto l’inverno. L’incanto della neve, mi stupisce come quando ero bambina. Appena comincia a scendere, esco nel silenzio ovattato, disturbato solo dal fruscio dei fiocchi che si posano al suolo lievi, senza far male a nessuno. Insomma, mentre gli altri la maledicono e se potessero la scioglierebbero all’istante, io gioisco. Vado a lavorare senza fare tante storie, che un po’ di bianco sulla strada non è una tragedia. Nel tempo libero, in famiglia, ci seppelliamo brutalmente nella neve, creiamo salti da usare con lo slittino e lasciamo orme di fango al rientro (che pulisco io…). Poi riempiamo la stufa e ci incolliamo come gatti ai termosifoni, bevendo cioccolata.

Amo l’inverno. I giacconi pesanti, la gente che scivola sul ghiaccio (scusate ma se la gente che cade non facesse ridere, Paperissima non avrebbe ragione di esistere), la polenta. A tal proposito ho appena portato a casa dalla montagna la fontina, quindi devo solo aspettare il freddo. L’inverno è la stagione del “riposo”. Tutto è fermo, in attesa del risveglio in primavera. Tutto in inverno riporta alle cose semplici, alla nostra caducità di umani. Nulla come l’osservare la natura, ci fa intuire quanto siamo fragili, anche noi sottoposti al logorio del tempo. In città il paesaggio appare sempre simile. I ritmi frenetici non permettono di soffermarsi più di tanto sui momenti che perdiamo, ma in campagna tutto cambia.

Testimoni dei mutamenti, lontani dall’asfalto e dal cemento, ci accorgiamo di far parte del creato. Allora notiamo le piccolezze. Il ruscello che si gonfia dopo la pioggia. Il rumore del ghiaccio che sciogliendosi suona il suo ipnotico ritmo, goccia dopo goccia. La lepre che sbuca nella neve in cerca di cibo. Il turbinio delle foglie che staccandosi dai rami, abbandonano la vita e tornano alla terra, in un coloratissimo mosaico.

L’inverno è il tempo del Natale, delle luci colorate, delle serate trascorse con i giochi di società. Tempo di tisane gustate sul divano, con il plaid e un buon libro. Tempo di abbracci, che fa freddo.
Per non parlare benefici concreti che l’inverno apporta, tipo:

– sparizione di insetti fastidiosi;
– precipitazioni che ci salvano dalla siccità;
– metabolismo più veloce, quindi maggior propensione al dimagrimento;
– consorti felici, il freddo stimola la vicinanza…
– fine di fastidiosi disturbi per chi soffre di pressione bassa (se sapete di cosa parlo, l’inverno lo amate di sicuro…)
– pelle più bella (se non ci credete cliccate il link a fondo pagina)

Insomma, vorrei che arrivasse in fretta, sbirciare dalla finestra e vedere tutto bianco. Siccome sono buona, vi lascio finire le vacanze in santa pace. Poi basta. Poi esigo l’inverno.

http://www.iodonna.it/bellezza/viso-e-corpo/2015/07/20/il-freddo-ti-fa-bella-tutti-pazzi-per-la-crioterapia/


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