L’amore ai tempi delle migrazioni

L’amore ai tempi delle migrazioni

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“Mia cara Lucia,

Avrei tante cose da raccontare, ma quella che più mi preme farti sapere è che mi manchi. Qui in Germania fa molto freddo, sono sicuro che basterebbe un tuo abbraccio per stare meglio.”

 

Questa storia inizia per scherzo e continua con un matrimonio, dei figli e tanti nipoti. Filippo e Lucia si guardano da lontano, in silenzio, tra le viuzze di un paesino della Sicilia. Giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto. Ma sono ancora adolescenti e di pensare all’amore non è il momento. E poi Filippo deve partire, lontano, deve cercare lavoro. E così il tempo scorre lento, senza che niente accade e che nessuno agisce. Fino a quando Filippo, in Germania, riceve una cartolina a da parte di Lucia. Decide di rispondere, ma a ricevere la sua risposta sono i genitori di Lucia, arrabbiati e infastiditi da quel ragazzino che vuole portar via la loro bambina. Inizia un carteggio di cui Lucia è ignara. Dopo qualche mese Filippo torna in Sicilia e chiede la mano di Lucia, ma dovranno passare altri due anni prima di celebrare la festa di fidanzamento e poi il matrimonio. Nel frattempo Filippo tornerà in Germania e sfrutterà ogni occasione per tornare e per incontrare Lucia: alle feste, sotto casa, per strada.

 

L’amore ai tempi delle migrazioni, quando eravamo noi ad andar via, era anche questo.  Aspettare, tenersi stretti, sentirsi vicini con poche righe sopra un pezzo di carta. Era abbracciarsi col pensiero e baciarsi con le parole attraverso la cornetta di un telefono a gettoni. Era soprattutto capire, capire che il lavoro non c’era e che bisognava alzarsi le maniche per portare a casa il pane. E forse noi non capiremo mai abbastanza quanta pazienza ci voleva ad aspettare una risposta per giorni, o forse settimane, dalla persona amata. Non si poteva colmare il vuoto stando in contatto tutto il giorno e si doveva tenere a freno la gelosia perché essere gelosi, pensare ogni singolo minuto “chissà che fa o con chi è” sarebbe servito solo a logorarsi l’anima, ancora una volta, ancora di più. Era fidarsi, esserci, superare gli ostacoli.

 

Perché questa storia inizia per scherzo? Perché Lucia non ha mai inviato quella cartolina. È stata una sua amica che, per gelosia, aveva deciso di metterla in difficoltà con Filippo.

Spesso sono le piccole cose a cambiare la vita. Oggi Filippo e Lucia si amano ancora, ogni giorno di più.o_ato_da_supremacia_cartao_postal-rdee34107ee564328a7bb674ec1e40e26_vgbaq_8byvr_1200


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