UNA LETTERA SUL VISO

UNA LETTERA SUL VISO

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

UNA LETTERA SUL VISO

Virginia Raggi diventa la prima sindaca della capitale.

Roma caput mundi ha la sua regina. Finalmente.

Embè? Sul web impazza la lettera del suo quasi ex-marito.

Quasi ex, appunto.

Un avvocato lei, primo sindaco donna di Roma. Anno domini 2016.
Il suo uomo le scrive. Tutto normale, sembra.

Tutte le testate pubblicano la lettera che lui le scrive. Viene definita una lettera d’amore.

Anche lui la pubblica, sul suo blog, ovviamente.

Ho pensato a cosa sarebbe successo se Virginia Raggi fosse stata un uomo. E se suo marito Andrea fosse stato Virginia. Avrebbero pubblicato una lettera così scritta da una donna per il suo uomo? E Lui, lui, l’avrebbe fatta pubblicare? O sarebbe sembrata una melensa lamentela della solita moglie trascurata dal marito per lavoro? Queste donne, sempre a lamentarsi, con tutti i sacrifici che facciamo per loro!

La cosa che colpisce di più è il permesso che lui le dà di esistere. “Ti proteggerò da lontano” quasi come non fosse capace di farlo, la piccola Virginia. “Tra di noi è dura, mi manchi, ma io ti ho sempre detto che ce l’avresti fatta, e così è stato!” Sono stato io a darti la forza, tu non l’avevi, era con me che discutevi, hai visto che avevo ragione?

Scorro la stampa, Google ha appena messo online alcune note biografiche su di lei, ma OVUNQUE c’è la lettera del marito. Non una sua intervista, una sua foto da piccola, un SUO pensiero. Perché? Perché non ci sono le sue parole? Solo il video di ringraziamento post- elezione e poi – INTEGRALE – il testo della lettera di Andrea. In pratica un documento programmatico.

Dice “restiamo coesi”.

Non mi sembra, sinceramente, una lettera passionale, una lettera d’amore.

Vorrei capire cosa ci sarebbe stato di male a star zitto, marito, per una volta. Se la ami come scrivi, cosa c’era di male a guardarla salire in Campidoglio, prima donna sindaca di Roma e, per una volta, a stare zitto. A lasciarle il suo spazio, le sue parole, le sue scelte.

Magari anche di dire che le avevi scritto, e a lasciare che fosse lei – da sola – a decidere di raccontare la vostra storia, e magari ancora meglio la SUA storia, senza la quale non sarebbe arrivata dove ora è.

Perché Virginia Raggi è, prima di tutto, una donna che ha fatto la propria storia, che ha camminato “sui” propri piedi e che, poi, è diventata anche “tua” moglie.

Adesso è la prima Sindaca di Roma.

Che nessuna lettera oscuri la luce del suo viso.

http://www.beppegrillo.it/movimento/

https://andreaseverini.wordpress.com

 

 


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Leave a Comment