IL MATRIMONIO AI TEMPI DELLA CRISI

IL MATRIMONIO AI TEMPI DELLA CRISI

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Ah, che belli i programmi sul matrimonio di Real Time. Enzo Miccio svolazza nei suoi completini pastello tra le spose emozionate, consigliando nell’ordine: abiti principeschi che costano più di me, location che al confronto la reggia di Versailles è una topaia, pranzi a 75 portate, torte nuziali alte come il Pirellone. E dopo la cerimonia… via, si parte! I novelli sposi salpano per la luna di miele, ovviamente in un luogo paradisiaco dall’altro capo del mondo.

Idolo
Idolo

Guardando tali meraviglie, mi sono sempre chiesta: ma sarò io l’unica sfigata ad aver fatto una cerimonia con diciannove invitati e ad aver rinunciato al viaggio di nozze? Poi mi è capitato di inviare la mia storia a un concorso e leggendo le varie testimonianze ho scoperto di non essere sola. Il tema era “delusi dalla vostra luna di miele”? Mi aspettavo storie in cui le coppie, partite per luoghi esotici tipo Polinesia o Haiti, si lamentassero del cibo, dei bagagli smarriti, dei ritardi degli arerei, del clima ecc. Invece non è stato proprio così. Sì, c’erano quelle storie, ma c’erano anche molte coppie che, come noi, scrivevano: “Perché la mia luna di miele è stata una delusione? Semplice, non l’ho potuta fare”. Un lavoro precario, un’attività in proprio sull’orlo del fallimento: questi i problemi di oggi. Questo è il matrimonio ai tempi della crisi.
Alla fine, ha vinto una coppia che era riuscita sì a partire per l’Africa, ma a costo di rinunciare a due anni di ferie.

Oltre a ciò, mi sono guardata in giro: come sono messi i miei coetanei? Certo, alcuni hanno fatto un matrimonio alla Enzo Miccio. Ma tutti, e dico tutti quelli che si sono sposati così, hanno ereditato/avuto in regalo la casa dai genitori. Gli altri? Piuttosto che scontentare prozii-nonni-cugini facendo una cerimonia ristretta… hanno deciso di non sposarsi, almeno per il momento. Il mutuo trentennale, il lavoro temporaneo, la scelta di mettere al mondo dei figli. Questi i problemi veri e contingenti da affrontare.

E io? Io mi sono sposata in piccolo, anzi piccolissimo. Scontentando prozii-nonni-cugini e accontentando il datore di lavoro, visto che ho dovuto rinunciare al congedo matrimoniale pena la perdita del posto (posto che comunque, quattro anni dopo, ho perso lo stesso a causa di un licenziamento collettivo).

Eppure è stata una giornata indimenticabile e divertentissima, io e il mio compagno ne conserviamo un ricordo stupendo. È stato proprio il matrimonio adatto a noi, abituati a fare tutto alla buona e senza l’aiuto di nessuno.

Ecco quindi a voi il racconto di un matrimonio un po’… sopra le righe!

“Il mio matrimonio è stato molto originale, e del resto noi lo volevamo proprio così. Mi sono sposata in comune, in minigonna e in intimità: diciannove invitati in tutto.
Anche la luna di miele è stata davvero originale. Location: Paderno Dugnano, ridente cittadina dell’hinterland milanese. Ovvero, la città in cui abitiamo. Durata: un giorno.
Il giorno dopo eravamo già al lavoro.

Bello eh, essere originali. Distinguersi dalla massa. Però devo ammettere che per il viaggio di nozze mi sarebbe andato bene anche essere un po’ meno innovativa. Mi sarei accontentata, per esempio, di una banalissima crociera alle Maldive. Oppure di un noiosissimo soggiorno in Polinesia, per dire. A fare quelle cose così scontate come sorseggiare latte di cocco sdraiati su un’amaca.
E invece no: per una coppia spiantata, assunta con contratto a termine e desiderosa di essere confermata a tempo indeterminato, e per di più coinvolta in importantissimi-progetti-aziendali-che-non-possono-andare-avanti-senza-di-te… l’unico modo di sposarsi prima di diventare mummie egizie era rinunciare a qualcosa. E quel qualcosa è stato il viaggio di nozze.

Ce la ridiamo spesso, io e lo sposo, mentre ripercorriamo le tappe della nostra “romanticissima” luna di miele.
Ore 09.00: Sveglia nel salotto di casa, dentro a dei comodi sacchi a pelo. Di fianco abbiamo altre due coppie di profughi: i nostri testimoni. La camera da letto è stata ceduta a un’altra coppia di amici muniti di bebè.
Ore 09.30: Colazione al bar del Gigi.
Ore 10.00: Visita all’anagrafe di Paderno Dugnano per ritirare il certificato di matrimonio (da presentare in azienda, se no ci scala dalle ferie la giornata di oggi).
Ore 10.30: Coda.
Ore 11.00: Coda.
Ore 11.30: L’impiegata dell’anagrafe chiama noi. Olè
Ore 12.00: Si inceppa il computer.
Ore 13.00: Finalmente liberi.
Ore 13.30: Spaghettata a casa nostra con i testimoni.
Ore 14.00: Pisolino.
Ore 16.00: Saluto ai testimoni che ripartono per il Veneto.
Ore 16.30: Pulizie e riordino di casa.
Ore 18.30: Doccia.
Ore 19.00: Telefonata alla pizzeria del Gustavo per ordinare due capricciose.
Ore 20.00: Pizza, un po’ di repliche di Friends e poi a nanna presto ché domani si torna a lavorare.

Ah, che bello farsi due risate ripensando alla nostra assurda luna di miele.
Bello, sì.
Però, sorseggiare latte di cocco sdraiati su un’amaca…”


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