TI PORTO A SPASSO PER IL MONDO… IN PORTOGALLO, ATTRAVERSO UN ROMANZO

TI PORTO A SPASSO PER IL MONDO… IN PORTOGALLO, ATTRAVERSO UN ROMANZO

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Portogallo. Questo è un esperimento: amando io alla follia questo romanzo, Sostiene Pereira, vi racconto Lisbona attraverso di esso.

Portogallo. Pereira è un uomo corpulento, con dei problemi di cuore e di nostalgia. Parla spesso con il ritratto della moglie, che porta sempre con sé, anche quando arriva il momento di prendere il treno e partire per Parede, dal Dottor Costa, per essere ricoverato qualche giorno in una clinica talassoterapica.

Di Pereira non si sa il nome. Quello no, non è poi così importante. Si sa che lavora per la pagina culturale de il Lisboa, si sa che ama le omelette alle erbe aromatiche del Café Orquídea e le limonate con tanto, tanto zucchero.

«Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava»

È questo l’incipit di un romanzo che io amo, Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi. Lui che pensava alla morte, in quella giornata sfavillante, mentre io immagino un uomo solo, profondamente solo, seduto a una scrivania e con la faccia rivolta al ventilatore, mentre con un volantino preso in giro per la stanza cerca di farsi aria come meglio può. E, fuori dalla finestra, una città mite e sfarzosa, con il cielo di un azzurro imponente, velato qua e là di bianco. Sul marciapiede, una donna sposta dietro l’orecchio una ciocca di capelli ribelle, che ha deciso di seguire la direzione del vento. Ma il sole scotta, bruciando da morire.

La immaginerei come è oggi, Lisbona, pacifica e meritevole. E invece no. Invece Tabucchi ne racconta le vicissitudini del fatidico agosto del 1938. Il Portogallo è in pieno regime salazarista, sullo sfondo storico il profilarsi sempre più netto della seconda guerra mondiale.

Pereira immaginava la morte quel pomeriggio. O forse la sognava, questo non è dato saperlo fino in fondo. Fa troppo caldo per lui, nonostante la giornata sia ventosa. È visibilmente in sovrappeso Pereira, e ha problemi di cuore. Una cosa sola è certa, di quel pomeriggio e di quel suo macabro pensiero: lui sostiene di non sapere perché vi stava pensando.

«Pereira sostiene che la città sembrava in mano alla polizia, quella sera. Ne trovò dappertutto. Prese un taxi fino al Terreiro do Paço e sotto i portici c’erano camionette e agenti con i moschetti»

È proprio in quella fatidica estate che Pereira conosce Monteiro Rossi e la sua fidanzata Marta. Lo incontra durante una festa all’aperto, una festa in piazza. Pereira riconosce che quella è una festa salazarista, ma viene trasportato da quella musica dolce, e dal ballo degli uomini e delle donne intorno a lui. Monteiro Rossi è laureato in filosofia e si interessa di filosofia e di letteratura. È un giovane ambizioso, che all’inizio non ha motivo di rivelare a Pereira il suo schieramento politico.

Sarà l’inizio di un sodalizio. Anzi no, molto di più. Sarà l’inizio di un legame indissolubile, nel bene e nel male.

Portogallo: sostiene pereira
Portogallo: sostiene pereira

«Mi stia bene a sentire, caro Monteiro Rossi, disse Pereira, credo che lei si stia mettendo nei pasticci a causa di una bella ragazza, ma senta, io non sono né suo padre né voglio assumere con lei un’aria paterna che forse lei potrebbe interpretare come paternalismo, le voglio dire solo una cosa: Attenzione. Sì, disse Monteiro Rossi, io faccio attenzione, ma per quanto riguarda il prestito? Questo lo risolveremo, rispose Pereira, ma perché dovrei anticiparlo proprio io? Senta, Dottor Pereira, disse Monteiro Rossi cavando di tasca un foglio che gli tese, ho scritto un articolo e ne scriverò altri due la prossima settimana, mi sono ripromesso di fare una ricorrenza, ho fatto D’Annunzio, ci ho messo il cuore ma anche l’intelligenza, come lei ha consigliato, e le prometto che i prossimi saranno due scrittori cattolici come vuole lei»

 

Pereira decide di prendere Monteiro Rossi come collaboratore al giornale, e gli dà da curare la sezione relativa ai necrologi. Nonostante pensi che i suoi articoli siano impubblicabili, Pereira continua a passargli soldi e a pagargli quegli articoli che, per sempre, resteranno chiusi in un cassetto, nella cartellina Necrologi. Non solo. Quel legame sarà l’inizio della fine, per Pereira. Perché il panorama è pressante, scotta. E, le amicizie di Monteiro Rossi, non sono delle più raccomandabili.

Mi sono dilungata troppo, ma vorrei lasciarvi un’ultima istantanea: Pereira abita su una strada in salita, dove i taxi non vogliono salire, ché poi è troppo difficile fare manovra. Io immagino invece una strada costeggiata dal mare, durante l’arsura di un agosto senza precedenti. Un tram troppo vecchio, per una Lisbona che sta cambiando, con le porte ancora in legno, che quando si aprono cigolano persino un po’. Immagino un lampione laddove i passeggeri aspettano alla loro fermata, di quelli fiabeschi, di quelli delle favole di Charles Dickens, nel lontano Ottocento. I pali alti che sorreggono una lanterna, la luce all’interno fioca e desolante. E, tutt’intorno, Lisbona che si prepara alla sera, con il cielo di un blu indaco splendente.

Coffee And Velluto

 


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