NATALE ALLE PORTE! TUTTI PRONTI?

NATALE ALLE PORTE! TUTTI PRONTI?

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Stamattina ho riesumato il cd natalizio. Quello con cui stresso la famiglia fino a gennaio. Sì, perché il Natale è vicino e io lo aspetto per tutto l’anno con impazienza. Eppure so per certo che molte persone vanno in ansia, all’approssimarsi delle feste. Non lo capisco, ma lo so.
Dalle mie parti si dice “prendila bassa”, ossia “stai sereno”. Non c’è nulla di cui preoccuparsi, bisogna solo imparare a godersi il meraviglioso clima natalizio, senza affogare nei preparativi… Per riuscirci, è sufficiente focalizzare solo i lati belli e importanti, ad esempio:

I REGALI DI NATALE

Ragazzi, datemi retta: DIMEZZATELI! So che avete una lista da qualche parte. In quella lista almeno un terzo delle persone le vedete due/tre volte l’anno. Ci sono parenti di cui faticate a ricordare il nome, colleghi che magari vi stanno antipatici, figli dei colleghi che sono pure peggio. E poi: insegnanti, dottori, portinaie, postini, amici di terzo, quarto grado, segretarie, vigili urbani. Ci sono gli amichetti dei figli, le loro mamme, la tizia che incontrate ogni giorno sul treno e quella che vi innaffia le piante quando siete via. Suoceri, cognati, nipoti, genitori, fratelli, sorelle, cugini. Basta! Basta! Basta! Siate chiari e coincisi: trovate la scusa della crisi economica, della perdita di creatività, dite che vi siete convertiti all’ebraismo. Quello che vi pare, ma smettete di fare decine di regali inutili. A Natale pensate solo alle persone a cui volete davvero bene. Eviterete corse inutili e risparmierete un piccolo patrimonio.

GLI ADDOBBI

Eh no. Su questi non si transige. Servono assolutamente. Va bene, magari non fate come me, che a fine novembre ho già allestito tutto. Ogni anno cerco di anticipare un pochino, ma in casa mi guardano male. Casa mia si presta bene per un piccolo tour: villaggio Lemax, presepe tradizionale, albero maestoso che il Rockefeller Center impallidisce (o salta il contatore… più la seconda…) . E poi tutto il resto: corrimano della scala addobbato tipo film con veri rami di pino, corone, pupazzi, porta candele… Non so quanti oggetti natalizi ho in casa in realtà. Ma in cucina c’è un orologio da parete che ad ogni ora, suona una canzone natalizia diversa. Fate voi. Comunque il mese scorso, scendendo in cantina, ho trovato un addobbo dell’albero sulle scale. Ora i casi sono due: o in famiglia stanno tramando per boicottare il Natale, o i decori sentono nostalgia di casa. Magari la prima: si saranno preoccupati perché l’anno scorso ho chiesto a mio marito se mi portava uno dei suoi daini. Volevo tenerlo in giardino travestito da renna. Non mi ha risposto. Credo che fosse un no, quindi rinuncio. Insomma divertitevi, coinvolgete i vostri cari nei preparativi. Sono momenti che ricorderete sempre.

I FILM

Ma quanto sono i belli i film di Natale? Noi ogni anno ci rintaniamo sul divano, allietati dalle luci dell’albero e guardiamo tutti i film esistenti in materia. A partire dal classico “Mamma ho perso l’aereo” e seguenti, passando per “Polar Express”, che mi fa piangere pure se è la centesima volta che lo guardo. Se non l’avete mai visto vi consiglio “Fuga dal Natale”, tratto nientepopodimeno che dall’omonimo romanzo di John Grisham. E le canzoni? Vogliamo parlarne? Chi non conosce “Last Christmas” degli Wham? E come fate a resistere ascoltando Michael Bublé o Bing Crosby senza essere inondati di spirito natalizio? La verità è che vorrei abitare al Polo Nord ed essere un elfo. Mi ci vedo con i campanellini, vestita di rosso e verde, persa in un mondo di giocattoli da spedire. Invece no, abito in Pianura Padana. Devo farmene una ragione. Anche se, a pensarci bene, il problema non è il luogo in cui abito, ma l’inesistenza di quello in cui vorrei abitare…

BABBO NATALE

Mi mancano gli anni in cui i miei figli ci credevano. Ho mantenuto la magia per tutto il tempo che ho potuto. A novembre si spediva la letterina (Babbo Natale, via delle Renne 12, Circolo Polare Artico, lo ricordo ancora), la notte di Natale si lasciavano in salotto latte e biscotti, di cui al mattino restavano solo le briciole. Un anno mia figlia si svegliò e scese a controllare se Babbo Natale era già arrivato. Peccato che fossero le quattro del mattino. Dopo aver cercato di convincerla a tornare a dormire, si sedette sulla scala dicendo: “Non ho sonno, lo aspetto”. Alle cinque stavamo montando la Nouvelle Cuisine. Mio figlio invece (scoperta recente) ha confessato di aver fatto finta di crederci per tre anni, solo per farmi piacere. Lo ringrazio pubblicamente, sperando di non avergli creato traumi da psicanalisi.

IL MERCATINO DI NATALE

Non è Natale, se non vi perdete tra le bancarelle: sorseggiando sidro di mele caldo, facendo incetta di biscotti speziati e babbucce foderate di lana e scrollando tutte le boule de neige che trovate. Scegliamo ogni anno un itinerario diverso. Sono giornate indimenticabili. Sarà che sono fissata. Comunque ne organizziamo uno anche nel paese in cui abito e da ottobre, trascorro il sabato pomeriggio in oratorio a creare “lavoretti” con i bambini. Forse sono quella che si diverte di più, visto che ad agosto, con quaranta gradi all’ombra, già navigo su internet cercando nuove idee. Struggendomi di nostalgia, sognando che sia già inverno e che sia l’anno buono per abbondanti nevicate… I bambini sanno dare molto, sono meglio di una seduta terapeutica. Senza di loro, non è Natale.

IL PRANZO DI NATALE

Ogni anno la stessa storia: cosa cuciniamo? Io per fortuna preparo il pranzo con l’aiuto di mamma e sorelle. A me tocca l’insalata russa da due decenni. Mica faccio solo quella, ovvio. In definitiva a fine pranzo ci accorgiamo che si potevano invitare pure una ventina di amici. Ogni anno, come da consuetudine, gli uomini di casa saltano fuori con la solita frase: “Non cucinate tanto come l’anno scorso!”. Non hanno ancora capito che le porzioni quadruple arrivano dall’inconscio. Con gli avanzi riusciamo a sfamarci i successivi tre giorni, senza accendere un fornello. Semplice no? I miei nonni dicevano che ai loro tempi, si aspettava il Natale per gustare cibi che per il resto dell’anno ti sognavi. Noi siamo fortunati, quindi prepariamo qualcosa di semplice e curato, rispolverando magari i menù tradizionali del luogo in cui viviamo. Se viviamo in un posto con abitudini decenti. Ad esempio le creste di gallo in brodo anche no, ecco.

LO SPIRITO NATALIZIO

Ammettetelo: il mondo appare più bello e più buono a Natale. Le persone sono più gentili, le passeggiate in città si accendono di luci e colori che ci fanno tornare bambini. È lo spirito natalizio, che dopo l’Epifania viene imballato e riposto in cantina insieme agli addobbi. Bisognerebbe conservarne un po’, invece. Natale non è solo un giorno di festa, ma uno stato d’animo, che potete mantenere per i mesi successivi. Natale è magia. Natale è gioia. Non servono regali costosi o vacanze esclusive. SERVONO LE PERSONE. E se siamo così favoriti dalla sorte da avere attorno a noi una bella famiglia e veri amici, proviamo anche a renderci utili per chi invece è solo. Un gesto o una parola cortese verso la signora anziana con cui dividiamo il pianerottolo, a noi non costa nulla, per lei è sostanziale. Non date nulla per scontato, non sapete per quanto tempo le persone che amate resteranno con voi. Quindi approfittatene, ascoltatele, fate in modo di esserci.

Si è capito che adoro il Natale? Probabile! Voi invece dovete spiegarmi cosa ci trovate di stressante, esattamente… ma a tutti.. BUON NATALE!!! Vi dedico “Cold december night” di Michael Bublè…


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