OLTRE LA MEDAGLIA: RIO 2016

OLTRE LA MEDAGLIA: RIO 2016

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Belle le Olimpiadi vero? Alzi la mano chi non ha seguito neppure una gara! Seguiamo affascinati atleti di ogni parte del mondo eseguire imprese titaniche, per fatica e preparazione. Eppure fanno sembrare tutto così semplice che dai nostri divani, anche noi sogniamo di diventare campioni di scherma, pallavolo o nuoto sincronizzato. Già ci figuriamo con la medaglia al collo…

Invece, dietro a prove atletiche di così alti livelli, esistono anni e anni di sacrifici, privazioni, sofferenze. Nulla si raggiunge per caso e a volte, si rinuncia a tutto. La maggior parte di questi atleti ha incominciato a praticare lo sport da bambino/a, per poi perseguirlo con tenacia negli anni, mentre gli amichetti crescevano trascorrendo i week end e i pomeriggi a giocare. Non è una vita adatta a tutti. Ecco perché dalle Olimpiadi arrivano storie di ordinario coraggio, di chi vince. Perché vince a prescindere dalla medaglia.

Oltre la medaglia c’è la vita. Quella vera. Quella che ci fa capire che tutto è possibile. Se non sempre, spesso.
Ecco allora qualche esempio illustre, da ricordare nel tempo:

SIMONE BILES: medaglia d’oro per la ginnastica artistica. A un anno finisce in orfanotrofio con i fratelli, a causa dei problemi di alcol e droga della madre. A 6 anni viene adottata con la sorella e sono i nonni a permetterle di dedicarsi alla ginnastica artistica. Simone ha trovato il modo di riscattare una vita che non era iniziata proprio benissimo… Di sé dice: «Non sono il prossimo Usain Bolt, né il prossimo Michael Phelps. Sono la prima Simone Biles». Applausi.

KIANUSH ROSTAMI: medaglia d’oro per il sollevamento pesi, iraniano, dedica la vittoria ai militari che hanno perso la vita in Siria, combattendo contro l’ISIS. Giusto per ricordare che a pochi km dalle nostre coste, c’è chi lotta per la libertà. Coraggioso il ragazzo, non è una dedica semplice di questi tempi, anzi è piuttosto scomoda. Applausi.

SANTIAGO LANGE: medaglia d’oro per la vela, 54 anni. Mica male! Rimasto a lungo lontano dall’agonismo a causa di un cancro ai polmoni, torna agguerritissimo e vince! Bellissimo quando, appena dopo la vittoria, i figli (anche loro in gara a Rio) si tuffano in acqua per raggiungere il papà a nuoto… Lange dice che “la vita è meravigliosa” e se lo dice lui, possiamo crederci. Applausi.

RAFAELA SILVA: medaglia d’oro per lo judo, nata e cresciuta a Citade de Deus, quartiere delle favelas di Rio. Luogo in cui è già un miracolo sopravvivere, altro che Olimpiadi! Eppure ha lottato così tanto, che alla fine è arrivata sul podio. Grazie anche ai sacrifici della famiglia e ad un allenatore che ha creduto nelle sue possibilità. Ma è Rafaela la vera star, lei che voleva dimostrare al mondo intero che “la scimmia poteva uscire dalla gabbia”, come rilasciato in un’intervista. Le offese razziste nulla hanno potuto contro la sua enorme volontà. Applausi.

HE ZI: medaglia d’argento per i tuffi dal trampolino. L’oro è stato eclissato dalla proposta di matrimonio che la tuffatrice ha ricevuto appena scesa dal podio. Il fidanzato (anche lui tuffatore per la nazionale cinese) si è avvicinato per festeggiarla e poi si è inginocchiato, con tanto di rosa e anello di fidanzamento. In mondovisione. Ma ve lo immaginate? Io neanche sapevo che si facevano ancora, le proposte di matrimonio. Già circola la battuta: “Vuoi sposarmi?” – “He Zi!”. Battute a parte, gran bel momento, commovente e romantico. Applausi.

OKSANA CHUSOVITINA: qui non si parla di medaglie ma di una mamma coraggio. Atleta di ginnastica artistica, scopre nel 2002 che il figlio è affetto da leucemia. Nel tentativo di reperire i fondi necessari per le cure del bambino, vende casa e si trasferisce a Colonia, dove trova un ospedale che le fa “credito”. Da allora, si esibisce con determinazione per raccogliere i soldi necessari e finalmente, qualche anno fa, festeggia la guarigione definitiva del figlio. Adesso si gode le Olimpiadi, direi che se lo merita. Applausi.

ANTHONY ERVIN: medaglia d’oro per il nuoto. Ne aveva vinta una 16 anni fa, venduta all’asta per una buona causa. Tra le due medaglie ci sono stati alcol, droghe, un tentativo di suicidio, e un periodo vissuto senza fissa dimora. Ma alla fine, recupera la strada di casa, risale la china. Comincia con un impiego come insegnante di nuoto per bambini, è molto attivo nel sociale. A Rio ha vinto: sul podio e nella vita! Applausi.

MICHAEL PELPS: medaglia d’oro per il nuoto. Ecco, quando sentite parlare di bambini affetti da ADHD (sindrome da deficit di attenzione e iperattività), sappiate lui faceva parte della categoria. Bambino con una vita difficile, vittima di bullismo da parte dei compagni. La maestra diceva che non avrebbe mai combinato nulla nella vita. Vogliamo sapere chi è. Michael invece ha raccolto le forze e ha sfogato la rabbia per ciò che ha subito, nel nuoto. Ora è una leggenda. Applausi.

E i nostri italiani? Beh, noi siamo di parte, li amiamo tutti! Ma se vogliamo un esempio, eccolo qua:

DANIELE LUPO E PAOLO NICOLAI: medaglia d’argento per la beach volley. Ma quanto ci piacciono questi due ragazzi? Tantissimo! Lupo, giovanissimo, è reduce da un tumore alle ossa, operato con successo. Torna alla grande, con uno spirito combattivo che trova solo chi ha vissuto momenti che cambiano la vita. Nicolai arriva invece da un delicato intervento al menisco, ma insieme fanno faville e di certo, continueranno a mietere successi! Applausi.

Potremmo continuare, ma lascio a voi la ricerca di altre storie, altre vite, altre medaglie.
Non dimentichiamo però, che Rio non è solo Olimpiadi, copertine patinate e lusso. Forse nessuna città vive ricchezza e miseria in modo così radicale. Poco oltre le spiagge da vip, ci sono le baracche in cui “vivono” migliaia di persone. Luoghi in cui la violenza regna sovrana, l’ingiustizia è padrona, l’infanzia non esiste. Luoghi tenuti nascosti, per quanto possibile, per non urtare la sensibilità di chi accorre per assistere alle Olimpiadi o per le tanto agognate vacanze e cerca svago e tranquillità. Nel link sotto troverete notizie in merito.

http://carlinhoutopia.wix.com/carlinhonews#!rio-pulisce-le-sue-favelas/cn56


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