UNA PIZZA IN COMPAGNIA – LE AVVENTURE DI UNA MAMMATACCODODICI

UNA PIZZA IN COMPAGNIA – LE AVVENTURE DI UNA MAMMATACCODODICI

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Pizza in compagnia? Ci facciamo un’uscita tutti insieme? Che frasi sconosciute ormai… E pensare che prima era routine!

Una pizza in compagnia… Però, qualche volta fa bene uscire con gli amici, in compagnia, ovviamente, quelli che come noi che hanno figli, perché quelli senza, piano piano, tendono ad evitarvi e ad inventare scuse del tipo: “eh ma, dove andiamo noi c’è la musica alta.” Oppure: “sta sera usciamo in coppia, magari la prossima volta!”. Il tutto accompagnato da un sorrisino amichevole o da uno smile imbarazzate.

Comunque, appena ci si riesce ad organizzare tra i mille impegni e bisogni di tutti, adulti e bambini, si decide che, il sabato sera del mese prossimo, si andrà in quella pizzeria carina con l’area giochi, perché ora, si guarda anche quello quando si sceglie un locale, sopratutto per le pizzate ormai, sono tutti abbastanza organizzati.

Perchè le persone, ti guardano come se fossi un genitore degenere e maleducato che non sa tenere a bada le sue “bestie”, non appena tuo figlio lancia un urlo di gioia alla vista della pizza, o gli sfiora la giacchetta con le manine sporche di pomodoro perché mangia con le mani…

Tralasciando questo genere di persone pseudo snob, finalmente arriva il sabato tanto aspettato, evviva USCIAMO!! Aspetta, mica tanto evviva, noi mamme veniamo invase da un senso di angoscia e paura, mischiato a felicità e voglia di evadere, (sentimenti a dir poco contrastanti no? Va beh, siamo donne si sa…).

Ma veniamo al momento in cui bisogna prepararsi.

Prima di diventare mamma, ci impiegavo un’ora e passa, tra capelli, trucco e scelta degli abbinamenti,  (gonna? Leggins? Pantaloni? Camicetta? Megliettina? Decolté o sandali? Oddio non ho NIENTE!), dopo un momento di terrore, il mio outfit era comunque, un bel pantalone stretto, una magliettina bella stirata, pochette e, ovviamente, un bel tacco 12! E, dopo aver fatto aspettare per ore il mio compagno, finalmente si usciva, sempre intorno alle 22.30, incontro con gli amici e via in qualche pub o discoteca!

Il mio problema piu’ grosso era decidere se andare a ballare o no dopo il pre-serata! (mamma mia che periodo lontano!)

Poi, con la gravidanza, e dopo, mi sono dovuta adattare ai cambiamenti del mio corpo, e ora, mi ritrovo ancora qualche kg di troppo che non mi aiuta nella scelta dei vestiti! (non che prima la scelta fosse facile, ma almeno mi stava tutto, senza rotolini strabordanti e “roba” da nascondere!)

Va beh, il momento preparazione poi, è DECISAMENTE diverso.

Partiamo dal fatto che, devo preparare due nani, scegliergli i vestiti, rincorrerli per tutta la casa, vestirli mentre mi scappano via, sperando che, una volta pronti, non si spoglino da soli; quindi, dopo un’ora di cardio a correre a destra e a sinistra mi rimangono tipo 10 minuti (se sono fortunata) per truccarmi, vestirmi e sistemarmi i capelli. Allora corro in camera, mi tuffo nell’armadio e prendo i primi leggins e la prima magliettina larga che trovo (tanto con quella, le maniglie non si vedono), corro in bagno, mentre faccio pipì, mi pettino i capelli. Poi, con una mano mi metto i pantaloni, mentre con l’altra apro la matita nera, mi trucco al volo e, sentendo con un orecchio, che mio marito va fuori in balcone a prendere le scarpe, gli grido di prendermi anche le mie. Lui, puntualmente mi grida: “quali vuoi?”. E io, mentre mi lavo i denti, gli rispondo sputacchiando sullo specchio pulito stamattina: “amo, le solite, quelle nere!”.

E lui continua imperterrito: “non le trovo!”.

Ovviamente, sono davanti al suo naso, ma figurati se le vede, allora gli urlo dietro che me le prenderò io dopo.

Così, in sette minuti e mezzo sono pronta, sembra che mi abbia investito un treno, ma rispetto al solito, sono abbastanza in ordine, e, ancora per poco, pulita.

Metto le scarpe ai bambini, a Esteban, un paio di volte perché, o ha le calze storte, oppure gli da fastidio la stringa così, oppure, altre mille scuse per rompere le scatoline,… Infine, prendo le mie scarpe, me le metto e… eccolo che arriva…

sì, proprio lui, mi arriva dritto nel naso, quell’odore famigliare e puzzolente di cacca….

“No, caspiterina!”. Dafne ha fatto la cacca! Sempre nei momenti migliori… così, lancio le scarpe, la prendo in braccio e voliamo in cameretta, nel frattempo, faccio appello a tutti i santi, che la cacchina simpatica, non sia strabordata fuori dal patello…

Per fortuna è tutto in ordine. La pulisco al volo, e, dopo due minuti, stiamo di nuovo uscendo. Sento ancora quell’odore puzzolente, e penso che me la sarò sicuramente spalmata da qualche parte, spero non visibile…

Finalmente, ci si ritrova tutti in pizzeria, in ritardo.

I papà entrano e si siedono da un lato del tavolo a chiacchierare e, noi mamme, dopo aver radunato tutti i nanetti, ci sediamo dall’altro capo del tavolo, progettando spostamenti di seggioloni tattici, così da poter quasi, riuscire a parlare. Dopo esserci dilettate tra bicchierini, bavaglini, manine sporche e appicicaticce che cercano di toccarti la maglietta o il vestito, mentre tagliuzziamo la pizza in micro pezzi, o, imbocchiamo gli affamati, cerchiamo di parlarci. Niente più pettegolezzi e calice di Barolo alle mani, acqua e chiacchiere su pannolini, cacche, progressi,… no va beh, non prendiamoci in giro, siam donne, qualche pettegolezzo c’è sempre. E mentre i papà si godono la loro uscita, noi mamme, appena i nani finiscono di cenare, ci ritroviamo a mangiare una pizza in piedi, rincorrendo le piccole pesti per evitare che urtino qualche cameriere che porta bicchieri di vetro o pietanze bollenti, così, salviamo la vita a loro e a qualche malcapitato cliente che si trova sulla loro traiettoria…                                                                                             Riportati i piccoli al tavolo, cerco di intrattenerli con fogli e pennarelli (che non rivedrò mai più perchè scompariranno in qualche angolo del pavimento del ristorante) o con qualche giochino/pupazzetto/libro, e intanto suggerisco alle mie amiche, che la prossima volta,sarebbe meglio uscire DA SOLE!

Finito di mangiare, in qualche modo miracoloso per noi mamme (almeno stiamo in forma), i papà si alzano stiracchiandosi dal tavolo, qualcuno sbadiglia, qualcun’altro propone un bel gelato. Noi mamme invece, ci alziamo lentamente, perchè la schiena è andata, e le gambe sono stanche (per non parlare dei piedi!), con uno sforzo sovrumano togliamo i bimbi dai seggioloni, e loro, come animali tenuti in gabbia per un mese, si lanciano di corsa all’uscita, e via a rincorrerli nuovamente, o ad urlare al papà di acchiapparlo al volo.

Fuori dal ristorante, ci si ferma a chiacchierare, o si va a prendere un gelato a piedi, facendo scorrazzare ancora un po’ i bimbi in un parchetto, così poi via di pigiamino e nanna in macchina, almeno per una sera non si litiga con il lettino! Una mamma propone un mega selfie, che un papà rifiuta categoricamente, ma alla fine, si pubblica la foto su facebook, anche, per far vedere a quella coppia senza figli, che i genitori, sanno divertirsi!

Sì, perchè quando si è tra amici, in compagnia, non si può non divertirsi, se prima si beveva qualcosina, e tutti brilli, si camminava per strada cantando e ridendo, ora, si guardano quei nanetti e non può non scappare un sorriso, una mamma che prende in giro un papà perchè non sà cambiare il body, o viceversa, una papà che accusa simpaticamente la mamma di essere troppo protettiva… I discorsi, le argomentazioni cambiano, si cresce, si matura, ma il divertimento rimane, perchè in fondo, quando diventi genitore, torni un po’ bambino anche tu!

A fine serata ci si saluta, ci si promette di rifare presto un’altra pizzata insieme, e intanto, si mettono i bimbi stanchi in macchina e si torna tutti a casa felici e contenti, anche se coi piedi doloranti, perché, anche se sono mamma, il tacco dodici, non me lo toglie nessuno!

-una mammataccododici-

per approfondire un po’ il discorso in modo serio guarda anche quì.


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