POSSIAMO REAGIRE ALLA DEPRESSIONE? SI POSSIAMO!

POSSIAMO REAGIRE ALLA DEPRESSIONE? SI POSSIAMO!

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Dovunque mi fossi trovata, sul ponte di una nave o in un caffè di Parigi o a Bangkok, sarei stata sotto la stessa campana di vetro, a respirare la mia aria mefitica.
(Sylvia Plath)

Possiamo parlare di depressione e sofferenza dell’anima?
Mi interrogo sulla “gradevolezza” dell’argomento.
Chi vuole parlare oggi di depressione?
Dalla depressione si scappa, non la si affronta, si butta giù una pillolona e si spera che passi.
E anche in fretta.
Tutti vogliamo trovare una soluzione per far sparire la depressione in modo immediato e subitaneo.
Ci fa paura.

Si tratta solo di una fase, di una fase da cui si esce, ma solo se si è disposti ad accettare il dolore necessario per superarla.

In queste poche righe compaiono parole che farebbero scappare via anche il più motivato dei lettori: depressione, sofferenza, paura, dolore.
Dalla depressione si entra e si esce; poi Lei può tornare.
Ma ogni volta è un insegnamento, ogni volta ci fa capire qualcosa di noi.
E poi tocchiamo il fondo.
C’è un momento (che in termini temporali può essere più o meno lungo) in cui è come se ci trovassimo sul fondale di un oceano: sentiamo in maniera ovattata, siamo come storditi e il mondo fuori ci è indifferente.
Siamo seduti sul fondo dell’oceano e ci contempliamo senza un preciso e lucido pensiero dettagli di noi e del nostro Sè.
Essendo circondati da acqua tutto ci appare deformato: le nostre mani ci appaiono strane e cadaveriche, le nostre gambe le vediamo gonfie e statiche e intorno a noi c’è il buio freddo, un buio che ci appare eterno.

La Depressione è una lente che ci fa vedere tutto sfumato, non ci permette di vedere i contorni delle cose.

E il tempo scorre in una dimensione ovattata in cui l’anima appare anestetizzata; ogni tanto ci ribelliamo e vogliamo tornare in superficie per respirare.
Ma il nostro corpo è pesante, è un macigno e non ce la facciamo a risalire.
E lì soffriamo, ci disperiamo perché abbiamo paura di non riuscire mai più a risalire.
Abbiamo nostalgia di noi stessi, di quello che eravamo prima.
Prima della Depressione.

Ogni volta la depressione fa calare un cupo sipario: sembra tutto finito, sembra che dopo quel buio non ci sia null’altro.

Eppure dietro c’è la Vita.

Qualcuno potrebbe obiettare che queste sono tutte storie vane: una edulcorazione dello stato depressivo.

Scriveva E. Fromm:
La depressione non equivale al dolore; il vero depresso ringrazierebbe il cielo se riuscisse a provare dolore. La depressione è l’incapacità di provare emozioni. La depressione è la sensazione di essere morti mentre il corpo è ancora in vita. Non equivale affatto alla pena e al dolore, con i quali anzi non ha niente in comune. Il depresso è incapace di provare gioia, così come è incapace di provare dolore. La depressione è l’assenza di ogni tipo di emozione, è un senso di morte che per il depresso è assolutamente insostenibile. È proprio l’incapacità a provare emozioni che rende la depressione così pesante da sopportare.
Erich Fromm, I cosiddetti sani, 1991 (postumo)

È vero: la depressione è una brutta Bestia, ma se la addomestichiamo possiamo imparare a conviverci.
Accettarla per non averne paura.
Questo è il primo passo per ritrovare la strada.

E poi c’è il Risveglio.
Il Risveglio invece non deve far paura.
È una benedizione.
Succede quasi per caso.
Inaspettatamente.

Si nota qualcosa che prima non avevamo notato.
Un dettaglio piccolo, insignificante.
Un segno di vita.
Si toccano gli oggetti e si ricomincia a sentire la materia viva sotto le dita.
Si ritorna in contatto con le cose, con gli oggetti, con la vita.
E poi a poco a poco entra un po’ di Luce.
Lentamente ritorna la voglia di uscire, di fare cose, di respirare …
Si sente l’emozione di riprendere ad emozionarsi.
Si ricomincia a sentire.
Sentire e guardare fuori.
È un’emozione grande il Risveglio.
Senti che la Vita ricomincia a pulsare.
Improvvisamente ti senti leggero, leggero e risali in superficie a respirare: a quel punto tutto ti sembra bellissimo perché ricominci a vedere i colori, le sfumature, i suoni della Natura.

Le giornate si stanno allungando.
Dobbiamo essere pronti ad accogliere la Luce.
E il nostro Risveglio.
Felice Risveglio allora.

“A volte, se sei depresso, non vorresti fare niente. Tutto quel che vuoi fare è appoggiare la testa al braccio, e guardare nel vuoto. A volte puoi andare avanti così per ore. Se sei eccezionalmente depresso, devi perfino cambiare braccio.”
(Charlie Brown)


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