PROF, E SE CI TIRANO ADDOSSO UN CAMION QUANDO ANDIAMO A BERLINO?

PROF, E SE CI TIRANO ADDOSSO UN CAMION QUANDO ANDIAMO A BERLINO?

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Cosa dire ai nostri ragazzi dopo i fatti di Berlino? Quale spiegazione dare? E la paura? Come rispondere alla paura?

Ore 9, oggi.

Entro in classe, ho appena consegnato il materiale su Berlino, i ragazzi devono partire per il viaggio studio in primavera.

Bella, Berlino. Così grande, così ampia, che noi, di una piccola città del nordest, neanche ce la possiamo immaginare. Abbiamo parlato mille volte in classe, di quanta libertà si respira, a Berlino. E’ una libertà che si sente da quando, dall’aereo, vedi le cime delle montagne, sorvolando le Alpi. E quando atterri, c’è il vento. Quel vento che a Berlino spazza via tutto, quel vento che fa piovere poco, che a volte fa i tornado di polvere e sterpaglie a Potsdamer  Platz, dove svettano i grattacieli di Renzo Piano.

Ma quello che a Berlino puoi imparare di più, è il senso della storia. La storia, a Berlino, è scritta dappertutto: è per terra, dove una volta passava il muro. E’ agli angoli delle strade, dove sono stati uccisi tanti, troppi, durante il nazismo. E’ sulle torri di controllo del muro superstiti, dove gente di ogni età è stata uccisa cercando la libertà. La chiesa della memoria, la Gedächtniskirche, è lì a ricordare che la guerra è finita, ma la violenza può tornare.

“Prof, e se ci tirano addosso un camion quando andiamo lì?” Cosa volete che vi dica, ragazzi…che ci dobbiamo chiudere in casa? Io sono andata in giro per il mondo che c’era ancora il muro, la prima volta che sono andata in Germania in autostrada ho incontrato una fila di carrarmati lunga lunga, di quelle che avevo visto solo nei fumetti, il paese era in tregua, che se i miei se ne fossero resi conto forse non mi ci avrebbero mai mandato…

Che cosa volete che vi dica, ragazzi, mio figlio più grande vive e lavora all’estero, capisco bene i vostri genitori e le loro paure, una volta si sarebbe detto: “Preghiamo fratelli”, e forse potreste farlo anche adesso, se siete credenti. Quello che possiamo fare adesso è mandare luce e amore alle vittime, alle loro famiglie, a tutti noi, a tutti.

L’unica cosa che possiamo dire e dirci è #iononhopaura. L’unica cosa che possiamo dirci è io non ho paura nonostante tutto, io non ho paura perché amo la libertà, io non ho paura e voglio imparare, io non ho paura.

Io amo le cose belle, viaggiare, la libertà, studiare, conoscere persone nuove, pensare al futuro, costruire il MIO futuro. Io non ho paura perchè il mondo non è questo. Perchè il mondo è pieno di cose belle, e noi abbiamo gli strumenti per gettare luce, con la nostra intelligenza e il nostro cuore, anche su questo buio. E’ per questo che continuerò a studiare, a capire. A volare sopra le nuvole.

Qualsiasi cosa succeda.

 

https://www.berlin.de/it/


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Leave a Comment