Quand’è che fate un figlio??

Quand’è che fate un figlio??

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Domande inopportune: non si è mai, MAI al sicuro.

Sei single, e ti chiedono quando ti fidanzi.
Ti fidanzi, e ti chiedono quando ti sposi.
Ti sposi, e ti chiedono quando fai un figlio.
Fai un figlio, e ti chiedono quando fai il secondo.
Fai il secondo, e ti chiedono quando fai il terzo…

Quanti ti voi si riconoscono in almeno uno di questi punti? Si sa, alla gente piace farsi gli affari degli altri, direte voi. Ma ci sono delle domande che – anche se poste senza cattiveria, alla leggera – possono davvero ferire le persone, dico io. Una di queste è la fatidica, quanto inopportuna, curiosità: «Quand’è che fate un figlio??»

Ricordo che, da piccola, zii e nonni lo chiedevano in continuazione a mio cugino e a sua moglie. Dopo molti anni, si è scoperto che non avevano mai potuto diventare genitori per una grave malattia di lei. E allora io mi sono sentita sprofondare, mi sono vergognata per tutta la mia famiglia… avete idea di quanto abbia sofferto quella coppia?

Certi argomenti, a parer mio, si possono affrontare solo in momenti di grande confidenza e con le persone a cui siamo più legati. Perciò, smettiamola di tempestare amici e parenti con domande inopportune, davanti a tutti. Una coppia magari ci sta provando da anni e non vuole dirlo al primo che passa, oppure può semplicemente non volere figli. Non è mica un reato!

Stesso discorso per la questione del secondo pargolo: «Quand’è che fate il secondo??» iniziano a chiederti quando tuo figlio compie uno/due mesi. Vediamo… ho perso il lavoro, non ho l’aiuto di nessuno, ho il terrore di rivivere il trauma del parto… insomma, sono affari miei!! Vorresti dire. Invece ti esce un: «Mah… non so…» A questo punto, la risposta che ricevi 90 volte su 100 è: «Ma il figlio unico è brutto!!!»
Ora io mi chiedo: ma perché? MA DOVE STA SCRITTO?? Dobbiamo tutti fare le stesse cose nella vita, compresi i figli in egual numero?

Facciamo così: se faccio una cosa che veramente non va bene, vi autorizzo a rompermi le scatole. Per esempio, se non pago le tasse vi autorizzo a chiedermi: «Quand’è che paghi le tasse?» o se vado in giro nuda, non mi lamenterò di certo quando mi chiederete: «Quand’è che ti rivesti?»
Ok? Per tutto il resto chi si fa gli affari propri campa cent’anni! 😉

PS. Scusate il tono polemico, ma non sono l’unica a pensarla così… ho preso spunto da una certa Emily Binghman, free-lance americana che ha raggiunto oltre quarantunmila condivisioni in pochissimo tempo parlando proprio di queste domande inopportune!


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