QUELLA URGENTE VOGLIA DI SUD

QUELLA URGENTE VOGLIA DI SUD

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L’unica radice che ho mi fa male.
Alda Merini

Quella urgente voglia di Sud.

Ci sono situazioni che sono difficili da raccontare con le parole, perché sono fatte di colori, suoni, odori.
Soprattutto odori.
Odore di basilico, di sugo al pomodoro che sbollenta sul fuoco, di limone, di aglio e di cipolla.
Odore di latte bollito così è più sicuro, odore di soffritto e peperoncino.
Odore di crema abbronzante quando eri al mare e odore di crema per le scottature da mettere alla sera.
Odore del catrame che si trovava a riva qualche volta lasciato dai pescherecci al largo, odore di pesce un po’ andato a riva agonizzante.
Odore di pesce fresco dal pescatore sulla spiaggia, odore di mare.

 

Sud
pescheria – Palermo

Chi è del Sud trapiantato al Nord conosce bene questa urgenza.

La vita al Nord è stata scelta, è positiva, stimolante, completamente soddisfacente.

Ma poi arriva l’urgenza.

Improvvisamente cerchi nelle strade, nel cielo, tra la gente un segno della tua appartenenza.
E non lo trovi.

E senti qualcosa in fondo allo stomaco, un senso di perdita o di vuoto.
Mancanza.

Suoni.
Il vociare al mercato delle donne anziane e dei bambini, il contadino delle carretto delle verdure che decanta i suoi prodotti, il tintinnare delle tazzine nei bar pieni di gente che non teme di perdere tempo spendendolo in chiacchiere.
I bambini che si rincorrono e che poi piangono.
Le mamme che urlano ma poi dimenticano.
Urgenza.

Ricordi che affollano la mente.
Ricordi sempre estivi perché collegati a quelle visite stagionali giù al Sud.
Nonni ustionati dal sole preso solo in bicicletta.
Matrone inflessibili e severe, ma poi capaci di stritolarti in un caldo abbraccio che sa di cipolla e basilico.
Urgenza anche alimentare.

sugo
odori e sapori

Il sugo di carne che sbollenta, le orecchiette stese al sole ad asciugare, la bufala e il fior di latte affogate di latte nella tazza, i taralli con i semi di finocchio, la peperonata, i friarielli, i dolci con la crema …

Urgenza insomma.
Perché c’è quella parte, la parte delle radici, che ogni tanto sprofonda nel terreno per ancorarti alla terra.
Provocandoti urgenza.

Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono, ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese, perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune gioco di stagione
Cesare Pavese

E mi scusino il cultori della musica d’autore, ma un ricordo molto forte legato alle mie radici è legato a questa canzona del passato …


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