Quello che è rimasto di Palmira.

Quello che è rimasto di Palmira.

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Joseph Eid, inviato della AFP Agence France-Presse, si è recato a Palmira per immortalare ciò che ne è rimasto dopo l’invasione dell’ISIS.

Palmira, un sito archeologico fra i più importanti al mondo, costituito non solo dalle sue rovine, ma anche da un museo archeologico inaugurato nel 1961, non è stata risparmiata purtroppo dalla guerra civile siriana. La città, una fra le più importanti della Siria, nota come la Sposa del deserto per i viaggiatori e i mercanti che attraversavano il deserto siriano nell’antichità, unico collegamento fra Occidente e Oriente, nel 2015 è stata conquistata dall’esercito dell’ISIS che l’ha praticamente rasa al suolo, con tutti i suoi reperti di inestimabile valore umanitario.

Fortunatamente, però, la città è stata riconquistata dall’esercito siriano e le stime dei danni riportano non troppi danni, ma il tempio di Baalshamin risalente al II secolo d.C. è stato fatto esplodere dall’ISIS, e moltissime costruzioni quasi rimaste intatte nei secoli sono state totalmente distrutte: come il tempio di Bel, il tempio di Baal Shamin, le torri funerarie romane e l’arco di Trionfo.

Ecco le fotografie scattate da Joseph, nelle quali sono riportate anche le immagini di come si presentava Palmira prima della disastrosa conquista da parte dell’ISIS:Joseph Eid: quello che è rimasto di Palmira.

Joseph Eid: quello che è rimasto di Palmira.

Joseph Eid: quello che è rimasto di Palmira.

Joseph Eid: quello che è rimasto di Palmira.

Joseph Eid: quello che è rimasto di Palmira.

Joseph Eid: quello che è rimasto di Palmira.

Joseph Eid: quello che è rimasto di Palmira.

 


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