I RACCONTI POSSIBILI – IL PROFESSIONISTA

I RACCONTI POSSIBILI – IL PROFESSIONISTA

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Squilla il telefono, ma Fred, il Professionista più scrupoloso e preciso sul mercato, non è il tipo che corre ad alzare la cornetta mosso dalla curiosità. Solo l’insistenza di quel suono che gli rimbomba nella testa lo fa decidere di alzarsi dalla sua poltrona preferita: gialla, con la stoffa lisa, tagliuzzata. Insomma, da buttare. Ma c’è un profondo legame tra Fred e la sua poltrona.

Prende il telefono quasi con ira: <<Pronto>> risponde l’uomo.

Dall’altro capo una voce tentennante, quasi con la paura di rompere l’incantesimo si azzarda a rispondere: <<Ciao Fred… sono… sono Sonny. Ti ricordi di me?>>.

<<Certo che mi ricordo di te. Come potrei dimenticare quella faccia da gorilla che ti ritrovi… che cazzo vuoi?>> risponde Fred evidentemente scocciato dalla telefonata, ma ancor più da quella voce insignificante, da quell’uomo insignificante che ha visto due volte al bar che fa angolo tra la 28^ e la 15^ strada di New York.

<<Senti Fred… scusa se… ti ho disturbato…>>.

<<Vieni al dunque che non ho tempo da perdere>> incalza Fred con voce minacciosa.

<<Ho bisogno di te… della tua… opera. Sei l’unico professionista serio che conosco>> replica Sonny sempre più a disagio.

<<Un lavoretto per me? Ma bravo, così si ragiona. Dimmi tutto>> risponde Fred cambiando il tono di voce perché ha sentito odore di verdoni.

<<…Io>>.

<<Ehi, ma che cavolo stai dicendo? Farnetichi?>>.

<<No Fred>>.

<<Ma che ti passa per la testa? Lo sai che gli incarichi li porto a termine, no?>>.

<<Certo… lo so… è per quello…>>.

<<Sai come funziona. Però in questo caso il totale subito e le istruzioni>> chiarisce Fred.

<<Sì… tranquillo Fred, avrai… tutto domattina>>.

<<Ma chi ti capisce? Sei sicuro?>> si accerta ulteriormente Fred.

<<Sicuro. Ormai ho deciso>> rassicura Sonny.

Fred riattacca il telefono, e per la prima volta nella sua lunga carriera riflette su quella richiesta: “Chissà perché! Vuoi vedere che quella vacca della moglie lo ha tradito di nuovo? Ma non dovrebbe essere lui… forse se avessero avuto dei figli! Ma sono sempre in tempo, sono giovani, però… fare un figlio con quella? No, non è una buona idea, anzi, dovrebbe liberarsene e trovarsi una donna perbene…”. L’ultimo pensiero prima di addormentarsi.

Il mattino seguente, Fred, alle 10 in punto apre la casella della posta, dalla quale estrae un plico giallo. Rientra nel suo appartamento al terzo piano, senza ascensore, con vecchie scale in legno che scricchiolerebbero anche se salisse un fantasma. Rientra nel monolocale e si butta sulla poltrona gialla.

Apre il plico e trova 15 mila dollari e un foglio scritto a computer.

“La 75^ strada, dalle 10 di domani mattina, nel tratto che va dai magazzini Campbell all’ufficio postale: quando vuoi”.

Fred ci pensa e poi dentro di sé calcola la distanza, più o meno trecento metri.

“Quale sarà il momento buono?” si chiede. “Però, in fondo mi dispiace. Certo, sembra una larva, ma non è colpa sua, ma di quella… bah, fanculo!”.

Il mattino seguente, Fred, alle 9.30 precise è di fronte al pub ‘Scotland’, esattamente a metà della 75^ strada. Si accende una sigaretta e aspira come se quelle boccate di fumo gli togliessero un peso. Proprio a lui, freddo e calcolatore. È proprio vero che la vita è imprevedibile!

L’orologio del campanile della chiesa di St. John emette il decimo rintocco quando Sonny spunta, come d’incanto, all’inizio della 75^ strada. Si guarda attorno come se volesse fissare quel panorama e si accende una sigaretta, che aspira con avidità. Si alza il colletto del cappotto, si sistema il cappello nero a tese larghe e si avvia per la passeggiata sulla 75^.

Un fiume di pensieri si affollano nella sua mente, ma la moglie e i mancati figli hanno la precedenza. Intanto i metri si bruciano. Si ferma e si volta per guardare indietro: stima circa 100 metri. Un sospiro per prendere maggiore quantità di aria e ricomincia la passeggiata. 145 metri, quando incontra una giovane donna con la figlia, che poteva avere massimo due anni, sul passeggino. Si ferma e la guarda passare. Senza farci caso si volta e ricomincia a camminare, ma in quel momento gli si illumina la mente. 147 metri. “Ma certo”, pensa, “perché non ci ho pensato prima? Cosa me ne faccio di una moglie come quella con tutte le brave donne che ci sono a New York? Ci posso riprovare, quindi

Sopra pensiero, non si era reso conto che quell’idea gli era costata 3 metri.

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