SELVAGGIA E I LEONI DA TASTIERA

SELVAGGIA E I LEONI DA TASTIERA

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Selvaggia Lucarelli può piacere. Oppure no. Non importa. Quello che importa è la campagna che ha intrapreso contro i famigerati leoni da tastiera.

Selvaggia è nota come opinionista in Tv, ma scrive bene, molto bene, a differenza di chi la attacca e spesso non conosce la grammatica base. Turpiloquio a parte. È pungente, ironica, intelligente e anche se a volte non condivido il suo pensiero, apprezzo il modo in cui lo trasmette.

Selvaggia non le manda a dire: ti cerca, ti risponde, ti telefona ed ecco, magicamente, i leoni si trasformano in gattini febbricitanti. Ora: molti dicono che essendo un personaggio noto, non dovrebbe permettersi di diffondere pubblicamente le offese che riceve. Ah no? E perché mai? Cosa dovrebbe fare, incorniciarle per i posteri?

Selvaggia, tra l’altro, è molto civile. Non risponde a questi poverini con altre ingiurie, si limita ad asfaltarli con la proprietà di linguaggio. Io rido. Rido, rido, rido. Perché è ora che qualcuno, in questo caso Selvaggia ma potrebbe essere chiunque, metta alla berlina, nonché di fronte alle conseguenze di quello che scrivono, questi simpaticoni.

Ma arriviamo al tasto dolente: segnalare su Facebook, ad esempio, è utile? Per esperienza personale, posso dire di no. Sono una di quelle che segnalano, eccome se lo faccio! Se vedo un post offensivo, troppo spinto o aberrante… click. Segnalo. Facebook solitamente mi risponde che i suddetti post rispettano “gli standard della comunità” e io a quel punto mi domando cosa bisogna pubblicare, per non rispettarli… L’ultimo riepilogo della segnalazione, conteneva pure un consiglio, ossia: visualizzare meno frequentemente la pagina in questione.

Traduciamolo nella realtà: ogni giorno passo davanti a un negozio. In questo negozio vedo un adulto che picchia un bambino. Chiamo la polizia. Devo aspettarmi che mi consiglino di cambiare strada? Esistono talmente tanti leoni da tastiera sui social network, da far rimpiangere la dipartita di Darwin. Pensate che gioia scoprire che la teoria dell’anello mancante può finalmente essere dimostrata!
Ciò che si considerava perduto, la possibilità di collegare uomo e scimmia, è finalmente a portata di mano, rappresentata da questi tizi (tante sono donne ahimè… che imbarazzo) affetti da ignoranza, maleducazione, cattiveria gratuita e incontinenza verbale.

Basti pensare ai giovani che si dichiarano dispiaciuti perché un personaggio famoso (o meglio, ricco, perciò meritevole di disgrazie) non è rimasto sotto le macerie del terremoto. Sarà che certe battute infelici posso “scusarle” solo se le fa mio suocero. Novantadue anni. Colpito evidentemente da demenza senile. E anche in quel caso, sono reticente. Vero è che spesso ci lasciamo trascinare, potrei farvi un elenco mostruoso dei personaggi che non considero degni di stima. Questo non significa che posso permettermi di intasare la loro bacheca di improperi. E nemmeno la mia.

E allora ben venga Selvaggia, che incurante delle minacce e degli auguri di morte che riceve, continua imperterrita per la sua strada. Io vi consiglio caldamente una sbirciatina al suo profilo Facebook, giusto per rendervi conto di quanta pochezza affligga moltitudini di persone. I quali, interpellati, si risentono, dicono che scherzano. Che spiritosi!

Sapete cosa mi ricordano questi episodi? I processi in cui gli stupratori vengono energicamente difesi da madri scellerate, le quali asseriscono che la colpa è della vittima, che sono stati PROVOCATI. Li vedo, questi genitori che crescono i loro amati pargoli come piccoli dèi. Se credete che gli insulti non abbiano conseguenze, vivete in un universo parallelo. C’è gente che ci muore.

Non so voi, ma se scoprissi che uno dei miei figli scrive insulti o minacce a chicchessia, lo prenderei a testate. Sonore, dolorose testate. E non fatevi intimorire da questi poveracci, sono “coraggiosi” solo dietro lo schermo del computer o dello smartphone… DENUNCIATE! DENUNCIATE! DENUNCIATE!

IO STO CON SELVAGGIA.

RAFFAELE MORELLI: BULLI ON LINE


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