Un bacio alla guerra

Un bacio alla guerra

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Esiste un modo per esprimere la sofferenza di un paese senza dover necessariamente mostrare le ferite causate dalla guerra?
È possibile lanciare un messaggio di pace attraverso la semplice riproduzione di immagini?
Queste, forse, sono domande destinate a rimanere senza risposta…ma cos’è l’arte se non trasformazione?
L’artista trasforma il corpo in capolavoro, le note in musica, il foglio bianco in poesia, la ferita in sorriso.
In Siria, paese devastato da una tremenda guerra civile che secondo fonti ONU dal 2011 ad oggi ha causato oltre 100.000 morti, Tammam Azzam sta cercando di scuotere le coscienze attraverso la trasformazione dei gesti, dei pensieri, della mentalità. E lo sta facendo in modo del tutto anomalo. Non gridando. Non reagendo. Non scendendo in piazza a manifestare. E soprattutto senza l’uso della violenza.
Perché l’unico rimedio alla guerra è quello di non fare la guerra. L’unico rimedio alla guerra è quello di trasformare un capolavoro, di renderlo visibile a tutti. Di farlo vivere sulle macerie. Perché tutto ciò che prende vita dalle macerie ha una forza nascosta, incontrollabile.
Ecco perché l’artista siriano ha trasformato “il bacio” di Klimt in qualcosa che è proprio impossibile spiegare se non con quattro semplici parole:
Make art not war.

Il bacio
Il bacio

cielo

tammam 2

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